Udienza il 13 luglio

Dipendente drogata e violentata, giudizio immediato per un 60enne

La giovane si risvegliò in un camper con abiti diversi di quelli indossati al lavoro

Dipendente drogata e violentata, giudizio immediato per un 60enne

 

La Procura di Prato ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari il giudizio immediato per Riccardo Vannucchi, il sessantenne pratese arrestato a dicembre con l’accusa di aver abusato di una sua dipendente di 24 anni dopo averla stordita con la cosiddetta “droga dello stupro”. Drogata, spogliata e costretta a subire rapporti sessuali completi e palpeggiamenti nelle zone intime.

Le indagini scattarono dopo la denuncia della giovane, caduta nella trappola micidiale del suo predatore il 15 dicembre nel laboratorio Dari Caffè di via Jacopo di Pandolfino. Un incubo iniziato intorno a mezzogiorno e durato fino alle 17,45.Vannucchi, 59enne pluripregiudicato e con precedenti specifici, dopo averla invitata a rimanere qualche ora in più oltre l’orario di lavoro,  ha offerto alla ragazza una minestra che ha consumato in azienda. In base alla denuncia la donna ha perso conoscenza per risvegliarsi alcune ore dopo in un camper con vestiti diversi da quelli che indossava al lavoro.

Confusa, la 24enne, convinta di essere stata abusata, si è recata prima in ospedale per gli esami del caso e poi a sporgere denuncia,  Gli accertamenti medici tuttavia non fecero emergere lacerazioni o ferite compatibili con un’aggressione sessuale. Nel suo organismo però c’erano tracce di benzodiazepine. Si tratta di sostanze che oltre certe dosi inducono la perdita di conoscenza. Per questo Vannucchi è stato rintracciato e arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Da quasi sei mesi si trova in carcere alla Dogaia e ora è atteso dal processo con rito immediato.

A incastrare l’uomo ci sarebbe la ripresa della scena effettuata dalle videocamere di sorveglianza del locale.

Non è la prima volta che Vannucchi viene rinchiuso nel carcere pratese: il 2 giugno del 2007 fu arrestato con le accuse di tentato omicidio, sequestro di persona, furto, ricettazione e uso di documenti falsi. Sette giorni prima aveva fatto sparire una giovane donna di Sesto Fiorentino, poi ritrovata in stato confusionale a Fucecchio. La donna, 26 anni, aveva messo un annuncio di ricerca lavoro sulla Pulce e lui le aveva dato appuntamento a un distributore di Sesto, dove si era presentato, vestito bene, al volante di un’Alfa 156 che aveva rubato il giorno prima al sindaco di Montale. Facendo finta di essere un manager di azienda, l’aveva portata in giro nella zona di Empoli promettendole di cercarle un’occupazione. Fermatosi in località Querce, a Fucecchio, aveva cercato di strangolarla con la sua cravatta. Non contento, l’aveva poi torturata usando dei cavi elettrici e infine legata a un albero, finché provvidenzialmente non è passato un contadino che l’ha fatto scappare. L’uomo è stato arrestato una settimana dopo a Colle Val d’Elsa.