“pallone col bracciale”

Lettere inedite di Edmondo De Amicis ad un fuoriclasse pratese del pallone

La scoperta è frutto di un’approfondita ricerca archivistica e documentaria, durata ben sei anni e racchiusa in un libro

Lettere inedite di Edmondo De Amicis ad un fuoriclasse pratese del pallone

C’era una volta una nutrita schiera di campioni pratesi del pallone, capaci di mandare in visibilio folle di appassionati a qualsiasi latitudine. Sembra l’inizio di una favola, ma è la pura verità: una realtà raccontata nel libro “I terzini del popolo. Da Prato alla gloria: storia dei campioni dimenticati del pallone”, edito dalla montemurlese Anthology Digital Publishing e curato dal giornalista Andrea Bonfiglio, volto noto dello sport pratese. La pubblicazione, realizzata con il contributo alle ricerche della Federazione Italiana Pallapugno e dell’ASD Paperino San Giorgio, mira alla riscoperta di una straordinaria stagione dello sport cittadino tra Ottocento e Novecento. Frutto di un’approfondita ricerca archivistica e documentaria, durata ben sei anni, il libro restituisce centralità storica al “pallone col bracciale”, disciplina che rese Prato uno dei principali centri sportivi dell’Italia pre e post-unitaria, trasformando i suoi fuoriclasse – primi professionisti dello sport – in autentici protagonisti della vita pubblica e popolare del tempo, alla stregua dei moderni calciatori. Attraverso cronache d’epoca, testimonianze familiari, carte private e fonti storiche inedite, l’autore ricostruisce approfonditamente le vicende di figure leggendarie come Polifonte Puccianti, Giulio Mazzoni, Giovanni Ziotti, Bruno Banchini e tanti altri giocatori, tutti capaci di conquistare notorietà nazionale ed internazionale in un’epoca in cui lo sport iniziava ad affermarsi come fenomeno di massa e strumento d’identità collettiva. Un elemento di rilievo del volume è la pubblicazione di documenti storici inediti, rinvenuti grazie al rintracciamento dei discendenti di alcuni campioni: oltre ai cimeli di Polifonte Puccianti, protagonista anche della battaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara, nelle pagine del libro compaiono alcune lettere d’inizio Novecento di Edmondo De Amicis, mai divulgate fino ad oggi. La corrispondenza autografa dello scrittore rivela il suo marcato interesse per il mondo del pallone, ma svela soprattutto il rapporto di profonda stima e amicizia che lo legava a Giulio Mazzoni, autentica stella del firmamento sferistico a cavallo tra i due secoli. Tra le curiosità contenute nel testo figura anche l’analisi di alcune testimonianze sulla presenza del regicida pratese Gaetano Bresci tra gli spettatori di una partita disputata dai suoi popolari concittadini, proprio pochi giorni prima dell’attentato che lo avrebbe tragicamente consegnato alla storia. «Questo libro – evidenzia Bonfiglio – nasce dal desiderio di restituire dignità storica a uomini e vicende che hanno segnato profondamente l’identità sportiva e popolare di Prato. I reperti di Polifonte Puccianti e le lettere inedite di Edmondo De Amicis a Giulio Mazzoni rappresentano una scoperta straordinaria: non si tratta soltanto di documenti di rilevante interesse storico, ma di testimonianze vive di un’epoca in cui lo sport era già racconto collettivo, passione civile e fenomeno culturale. Un ringraziamento speciale ai loro pronipoti, Riccardo e Paolo, per aver custodito tutto con cura e per aver condiviso con me, nell’ambito di questa ricerca, una parte della storia delle rispettive famiglie». «Con questa pubblicazione Anthology Digital Publishing conferma il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica del territorio e nella promozione di opere capaci di coniugare rigore documentario e qualità narrativa. Il ritrovamento e la pubblicazione delle lettere inedite di Edmondo De Amicis costituiscono un contributo di assoluto rilievo per gli studi storici e sportivi italiani», afferma l’editrice Flavia Conti. Attraverso questo volume, l’autore non si limita a ricostruire vicende sportive, ma compie un’operazione di recupero storico e culturale di grande valore civile, riportando alla memoria pubblica una tradizione profondamente radicata nel territorio pratese e nel patrimonio sportivo nazionale. «L’auspicio – chiosa Bonfiglio – è che da questa ricerca possa scaturire un tributo istituzionale a perpetua memoria dei pionieri dello sport pratese, come, ad esempio, una targa commemorativa nell’area dei giardini di via Pomeria, dove sorgeva lo sferisterio (antenato dei moderni stadi) che li vide protagonisti. Sarebbe altresì auspicabile una valorizzazione dell’antica disciplina sportiva sul territorio, così come avviene fin dal 1979 nella cittadina marchigiana di Treia, dove uno speciale evento di rievocazione storica richiama ogni anno un folto pubblico, con positivi riflessi sul turismo e sull’economia locale. Mi appello, infine, ai discendenti dei campioni pratesi, ai collezionisti e a chiunque abbia notizie o documentazione sui pionieri dello sport cittadino: scrivete a iterzinidelpopolo@libero.it se desiderate condividerle e contribuire a una futura edizione aggiornata di questa ricerca, affinché non vada disperso un patrimonio storico così significativo». Il libro verrà presentato nel corso di una conferenza a ingresso libero, programmata per giovedì 16 luglio alle ore 18:15 presso la Sala del Gonfalone della Provincia di Prato, ente patrocinatore dell’evento. Dalla stessa data, il volume sarà disponibile nel circuito librario.