Un trentunenne detenuto presso la casa circondariale di Prato ha ottenuto la misura della detenzione domiciliare per motivi di salute.
La decisione del Magistrato di Sorveglianza è giunta a seguito della documentazione medica che attestava un quadro cardiologico grave, caratterizzato dal rischio di aritmie e dall’esigenza di frequenti controlli in strutture ospedaliere esterne per completare il percorso diagnostico e terapeutico.
Il provvedimento riconosce l’incompatibilità delle attuali condizioni cliniche con il regime carcerario, accordando al giovane la possibilità di curarsi al proprio domicilio.

La svolta arriva dopo il sollecito del padre del ragazzo, Pietro Crisafulli, noto per il suo impegno sociale a tutela dei disabili e delle vittime della strada.
L’uomo aveva chiesto un intervento tempestivo per salvaguardare la vita del figlio, condannato a una pena residua di circa diciotto mesi per episodi risalenti al 2021.
Con la concessione dei domiciliari, il giovane potrà ora proseguire le terapie necessarie fuori dall’istituto di pena, permettendo alla famiglia di fornirgli l’assistenza medica urgente richiesta dalla sua patologia.