l'inchiesta partita nel 2025

Scritte neonaziste, volantini e propaganda: cinque minorenni denunciati in Valdarno

Dopo oltre un anno di indagini, la Digos di Arezzo ha ricostruito l’attività di un gruppo di giovani legati, secondo l’accusa, agli ambienti dell’estrema destra

Scritte neonaziste, volantini e propaganda: cinque minorenni denunciati in Valdarno

Quelle scritte comparse sui muri di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo,  nell’estate di un anno fa, non sarebbero state un episodio isolato. Da quei graffiti è partita un’indagine della Digos di Arezzo che, dopo oltre dodici mesi di accertamenti, ha portato a cinque minorenni destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

I giovani, secondo quanto ricostruito dagli investigatori e contestato dalla Procura per i minorenni di Firenze, sarebbero riconducibili ad ambienti dell’estrema destra e avrebbero partecipato a un’attività di propaganda attraverso scritte, volantini e contenuti diffusi sui social e sui canali di messaggistica.

La Procura per i minorenni di Firenze contesta i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Le scritte apparse a San Giovanni

Il caso era emerso nell’estate del 2025, quando sui muri del parcheggio Dalla Chiesa, a San Giovanni Valdarno, erano comparsi simboli e messaggi riconducibili all’ideologia suprematista e neonazista. Tra le scritte c’erano “White power”, “Italia agli italiani” e “Nuova Italia”, insieme a simboli come la croce celtica.

La vicenda aveva provocato la reazione dell’amministrazione comunale e delle forze politiche locali. Nel frattempo, accanto alle scritte erano comparsi anche volantini attribuiti a un gruppo che si richiamava alla destra neofascista e che invitava alla formazione di nuclei sul territorio.

La propaganda correva online

Gli investigatori hanno seguito soprattutto le attività del gruppo online, monitorando social network e canali di messaggistica. Secondo l’ipotesi accusatoria, proprio attraverso questi strumenti sarebbero stati diffusi contenuti di propaganda nazifascista, messaggi discriminatori e materiale riconducibile agli ambienti dell’estrema destra.

Le perquisizioni hanno consentito agli investigatori di acquisire smartphone e altri dispositivi elettronici. L’analisi del materiale sequestrato avrebbe permesso di recuperare conversazioni, fotografie, video e altri contenuti utili a ricostruire i rapporti tra i giovani e i diversi ruoli all’interno del gruppo.

I cinque minorenni indagati

L’inchiesta avrebbe fatto emergere anche collegamenti tra alcuni giovani del Valdarno e altri ambienti estremisti attivi sul territorio nazionale.

Ai cinque minorenni la Procura per i minorenni di Firenze contesta i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini apre ora una nuova fase del procedimento. Le contestazioni dovranno essere valutate nel corso dell’iter giudiziario e, come previsto dalla legge, gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.