Controlli della Gdf

Pisa, scoperti venti lavoratori in nero

Nel mirino ristoranti, locali e stabilimenti balneari della provincia. In arrivo maxi-sanzioni

Pisa, scoperti venti lavoratori in nero

Intensificato i servizi di controllo economico del territorio, da parte della Guardia di Finanza di Pisa, che è intervenuta in diversi stabilimenti balneari, ristoranti e agriturismi per verificare la corretta applicazione della normativa in materia di lavoro e di diritti d’autore.

Controlli in molti comuni

Tanti i comuni interessati. Vale a dire Pisa, Crespina Lorenzana, Calci, San Giuliano Terme, Pontedera, Casciana Terme Lari, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Riparbella, Montecatini Val di Cecina e Volterra.

Venti lavoratori in nero

Le fiamme gialle hanno individuato 20 lavoratori in nero o irregolari intenti a lavorare dietro un bancone, ovvero impiegati con mansioni di cameriere, pizzaiolo, cuoco, aiuto cuoco, lavapiatti, aiuto bagnino, tutti di età compresa tra i 17 ed i 60 anni, sia italiani che stranieri.

Camerieri, cuochi e aiuto cuoco

In particolare, la Compagnia di San Miniato, nel corso di un controllo eseguito presso una società agricola nel comune di Casciana Terme Lari, intenta a svolgere attività di ristorazione e dedita anche all’organizzazione di eventi serali con intrattenimento musicale, ha individuato 9 lavoratori in nero, tutti italiani; gli stessi erano adibiti nella mansione di cameriere, cuoco e aiuto cuoco.

Straordinari irregolari

I lavoratori assunti in nero o irregolari sono stati tutti intervistati dai finanzieri ed hanno dichiarato, nella maggior parte dei casi, di aver effettuato più ore rispetto a quelle indicate in busta paga, con la conseguente infedele registrazione sul Libro Unico del Lavoro.

In arrivo maxisanzioni

Tutti i lavoratori sono risultati completamente sconosciuti agli Enti previdenziali ed assistenziali e la loro opera non sarebbe stata riconosciuta ai medesimi ai fini pensionistici. Ai datori di lavoro che impiegavano la manodopera irregolare sarà irrogata la maxisanzione prevista dalla normativa. Per alcuni esercizi commerciali è scattata anche la proposta di sospensione dell’attività.