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Controlli nel porto di Scarlino, irregolarità fiscali per due yacht battenti bandiera polacca

Nel mirino due proprietari italiani: omessa la dichiarazione di beni detenuti all'estero per cinque anni consecutivi

Controlli nel porto di Scarlino, irregolarità fiscali per due yacht battenti bandiera polacca

Due imbarcazioni da diporto battenti bandiera polacca, ormeggiate nel porto di Scarlino e dal valore complessivo di circa 75 mila euro, sono finite al centro di un controllo della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano nell’ambito delle attività di vigilanza economico-finanziaria svolte in mare.

Gli accertamenti eseguiti dai militari della Sezione Operativa Navale hanno permesso di risalire ai proprietari delle due unità, entrambi residenti in Italia, facendo emergere presunte irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 2021 e il 2025.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, i contribuenti avrebbero omesso la compilazione del quadro RW, la sezione della dichiarazione fiscale destinata a indicare beni e attività detenuti all’estero e soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale.

La normativa prevede sanzioni proporzionate agli importi non dichiarati, comprese tra il 3 e il 15 per cento nel caso di attività detenute in Paesi a fiscalità ordinaria e tra il 6 e il 30 per cento se riferite a Stati con regimi fiscali privilegiati. La legge consente comunque di sanare spontaneamente le omissioni attraverso il ravvedimento operoso, con una consistente riduzione delle sanzioni e degli interessi dovuti.

L’operazione rientra nelle attività di controllo dei traffici marittimi svolte dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno, impegnato nel contrasto agli illeciti economici e nella tutela degli interessi finanziari dello Stato.