Incendio alla ditta Spedi a Vecchiano, primo aggiornamento di Arpat

Incendio alla ditta Spedi a Vecchiano, primo aggiornamento di Arpat
Incendio alla Spedi di Migliarino, frazione del comune di Vecchiano (Pisa), l’ ARPAT ha confermato che i sistemi di raccolta dell’impianto di stoccaggio rifiuti hanno trattenuto le acque di spegnimento nel capannone. Le fiamme hanno distrutto la copertura e le scaffalature interne. È in corso il campionamento di ortaggi per verificare l’assenza di microinquinanti, e saranno analizzati i filtri delle centraline della zona.

Il personale ARPAT è stato attivato dalla Protezione civile. Ha ispezionato la porzione di capannone oggetto dell’incendio verificando che sono andate distrutte le scaffalature a ripiani installate all’interno e la copertura. Durante l’ispezione, gli operatori intervenuti hanno richiesto la documentazione cartacea necessaria per individuare la natura e la quantità dei rifiuti pericolosi e non presenti all’interno dell’impianto e coinvolti nell’incendio.

Il personale ha verificato la presenza di griglie e sistemi di raccolta dei fluidi percolanti pertanto le acque di spegnimento risultano al momento contenute nel capannone. Le acque di spegnimento e le acque meteoriche saranno aspirate per evitare che si immettano nella rete di raccolta delle acque meteoriche dilavanti.

Come di consueto in questi casi, ARPAT ha provveduto in modo tempestivo a realizzare uno studio previsionale per fare il quadro delle temperature e dei venti in essere durante l’incendio in modo da individuare le eventuali zone di ricaduta degli inquinanti scaturiti dall’incendio. Nelle aree individuate sono stati il 13 luglio, prelievi di vegetali a foglia larga.

Dal punto di vista del meteo, il settore modellistica previsionale dell’Agenzia ha ricostruito il seguente quadro: il bacino del Mediterraneo nelle ultime 24 risulta interessato da un’area di alta pressione, livellata, interclusa da due depressioni: una centrata tra la Francia e la penisola iberica, l’altra tra la Russia e la penisola Scandinava. Questo ha comportato il mantenimento di condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso, con venti deboli e temperature elevate (sopra la media del periodo), fatta salva l’intrusione temporanea di una linea di instabilità in movimento da sud ovest (SW) a nord est (NE) che ha apportato locali precipitazioni sui rilevi appenninici e sulla Val Padana.

La condizioni di sostanziale stabilità ha interessato anche l’area in cui si è sviluppato l’incendio, ovvero la ditta Spedi, comportando temperature elevate (massima circa 32 °C), e venti da deboli a moderati (max 3,5 m/s, ovvero 12,6 km/h)) tendenti a provenire da SE-SSE nelle ore notturne fino alle prime ore del mattino, per poi ruotare da W-WSW nel corso del periodo diurno, come emerge dai dati rilevati dalla stazione “Metato” facente parte della rete osservativa della Regione Toscana, distante circa 4 km ESE dal luogo dell’incendio.

In base alle condizioni rilevate, ci si attende che nella prima fase dell’incendio (avviatosi intorno alle 10:00 ora legale, 9:00 ora solare) i fumi sprigionati si siano innalzati fino alla quota dell’inversione termica (intorno a 800-1000 m) dirigendosi verso NW, per poi ruotare a partire dalle ore 12:00 legali (11:00 solari) dirigendosi verso NE.

In tali condizioni, si ritiene che le “aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera” siano individuabili mediante la sovrapposizione dei seguenti settori

  • una circonferenza di raggio 200 m, centrata sul luogo dell’incendio, per tenere conto dell’innalzamento verticale e dello sbandieramento del vento;
  • un settore di raggio 600 m, compreso tra 270° N e 330° N, per tenere conto del periodo iniziale dell’incendio con venti provenienti da SE-SSE;
  • un settore di raggio 600 m, compreso tra 10° N e 70° N, per tenere conto del periodo conclusivo dell’incendio con venti provenienti da W-WSW.

Nelle aree identificate, è stato programmato il prelievo in situ di alcuni campioni di ortaggi a foglia larga o simili (punti arancioni da 1 a 7), purché lontani da altre sorgenti inquinanti (in specie: strade ad alto traffico), sui quali effettuare la determinazione di microinquinanti eventualmente rilasciati nel corso dell’evento (IPA, PCDD/F+PCBDL). Nell’immagine è stato indicato anche un’eventuale punto di prelievo di “bianco”.

Concludiamo affermando che, sebbene risulti improbabile vista la durata dell’evento, le distanze e il regime dei venti, che la stazione di monitoraggio della qualità dell’aria di Viareggio e quella di Pisa-Passi abbiano rilevato la presenza di inquinanti derivanti dall’incendio saranno comunque campionati e sottoposti ad analisi i filtri delle centraline sopramenzionate.

Sarà cura dell’Agenzia fornire aggiornamenti nei prossimi giorni.