Non solo caldo record. Tra piogge intense, mareggiate, raffiche di vento e trombe d’aria, i litorali italiani sono sempre più esposti all’impatto dei cambiamenti climatici. A tracciare il quadro è il nuovo report “Spiagge” di Legambiente e dell’Osservatorio Città Clima, che registra un deciso aumento degli eventi meteorologici estremi dal 2010 a giugno 2026.
A livello regionale, dopo il Mezzogiorno — guidato dalla Sicilia (232 eventi), seguita da Puglia (136) e Calabria (104) — figurano la Liguria (99) c’è la Toscana (88), a pari merito con la Campania (88). In Toscana i fenomeni estremi sono praticamente raddoppiati negli ultimi tre anni, passando dai 40 del 2023 ai 88 attuali.
All’incremento degli eventi meteo si affianca la piaga dell’erosione costiera: secondo i dati ISPRA (2006-2020), in Toscana è in erosione il 13,8% dei 289 km di costa continentale. Per contrastare il fenomeno, il report individua nella Posidonia oceanica un alleato strategico: la presenza di depositi naturali di questa pianta protegge le spiagge dalle mareggiate.
L’Italia si sta proponendo come laboratorio di modelli innovativi che consentono di separare la vegetazione dai rifiuti antropici, impiegandola in progetti di ingegneria naturalistica per la ricostruzione delle dune (già avviati in Lazio, Toscana, Puglia, Sardegna, Sicilia e Calabria). Legambiente lancia tuttavia un allarme sulla pulizia meccanizzata estiva, che sposta e rimuove ingenti quantitativi di sabbia insieme ai residui vegetali.
Sul fronte della balneabilità, restano criticità sui tratti non monitorati o interdetti per inquinamento, spesso coincidenti con le foci di fiumi e canali. L’associazione ambientalista denuncia come in diversi comuni le uniche porzioni di spiaggia rimaste libere da concessioni siano proprio quelle adiacenti agli scarichi, relegate di fatto a coste “di Serie B” privenedo i cittadini del diritto a un mare pulito e accessibile.
Per tutelare il patrimonio costiero italiano, l’associazione ambientalista ha avanzato una piattaforma in sette punti rivolta al Governo: Finanziare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e redigere un piano specifico per le coste; Superare la logica degli interventi invasivi e tampone contro l’erosione; Ricostituire ambienti dunali e zone umide; Approvare una legge contro il consumo di suolo, attesa da 14 anni; Assicurare per legge che almeno il 50% delle spiagge in ciascun comune sia destinato alla libera e gratuita fruizione; Contrastare l’abusivismo edilizio e la cementificazione dei litorali; Adeguare i sistemi fognari e regolamentare con severità gli scarichi in mare.