Cominciato ufficialmente l’abbassamento dei prezzi del carburante.
Certo, ancora sono alti ma tra grandi compagnie e pompe bianche i cartelloni dei prezzi si aggiornano rapidamente. E per il momento costantemente al ribasso.
Da una parte ci sono gli interventi del governo sul gasolio, dall’altra le iniziative delle principali compagnie petrolifere che hanno deciso di mettere un freno ai listini.
Il risultato è un mercato in rapido movimento, dove scegliere il distributore giusto può tradursi in un risparmio concreto a ogni rifornimento.
Mentre milioni di conducenti osservano con attenzione l’andamento dei prezzi, il settore si prepara a un nuovo passaggio chiave: l’introduzione del sistema delle accise mobili prevista dal 6 ottobre.

Negli ultimi giorni si sono sovrapposti due meccanismi differenti.
Il primo riguarda il diesel. Dopo il taglio temporaneo delle accise in vigore nella seconda metà di settembre, la riduzione fiscale è stata progressivamente ridimensionata.
Il secondo fronte è quello commerciale.
A fine settembre Eni ha introdotto un tetto massimo ai prezzi praticati sulla rete Enilive, avviando una strategia che ha immediatamente attirato l’attenzione degli automobilisti e generato un forte afflusso in molti impianti.

Si tratta di valori inferiori rispetto ai prezzi medi registrati al momento dell’annuncio e che, per un pieno da circa 50 litri, possono tradursi in un risparmio nell’ordine di alcuni euro rispetto ai listini medi del periodo.
L’effetto è stato particolarmente evidente nelle aree autostradali, dove tradizionalmente i prezzi risultano più elevati e dove la differenza economica per gli utenti può diventare ancora più significativa.
La misura interessa una rete di circa 4mila stazioni di servizio e, almeno nella formulazione iniziale, dovrebbe restare in vigore per trenta giorni. Non è esclusa però una proroga nei mesi successivi.