Era stato condannato definitivamente a sette anni di carcere per rapina e violenza sessuale, ma aveva lasciato l’Italia facendo perdere le proprie tracce e rifugiandosi a Bali, in Indonesia.
Dopo una lunga attività investigativa, Jonathan Fallani, 42enne fiorentino residente in Versilia, è stato rintracciato e arrestato il 24 luglio all’aeroporto di Fiumicino, dopo essere stato espulso dall’Indonesia.
È stato quindi trasferito nel carcere di Civitavecchia.

La vicenda giudiziaria risale al gennaio 2021 a Massarosa.
Secondo quanto ricostruito nel procedimento conclusosi con la condanna definitiva, il 42enne aveva aggredito una prostituta con schiaffi e pugni, provocandole lesioni giudicate guaribili in 21 giorni.
L’aveva poi minacciata con un coltello, costretta a un rapporto sessuale e rapinata di 500 euro.
Dopo l’arresto aveva trascorso cinque mesi in carcere e circa un anno ai domiciliari.
Condannato in primo grado dal Tribunale di Lucca nel settembre 2021 e successivamente dalla Corte d’Appello di Firenze, aveva presentato ricorso in Cassazione, dichiarato inammissibile.
La sentenza era così diventata definitiva nel luglio 2023.

Quando i carabinieri di Massarosa ricevettero l’ordine di carcerazione, però, dell’uomo non c’era più traccia.
Le indagini hanno fatto emergere che il 42enne, che non aveva mai lavorato e aveva sempre vissuto con i genitori, difficilmente avrebbe potuto finanziare autonomamente la propria latitanza.
L’attenzione degli investigatori si è quindi concentrata sui movimenti finanziari della famiglia.
La svolta è arrivata analizzando una carta del padre, sulla quale venivano effettuate ricariche mensili da circa 1.500 euro e dalla quale risultavano numerosi prelievi a Denpasar, nell’isola di Bali.

Attraverso ulteriori accertamenti e l’acquisizione di documentazione da Western Union, i militari sono riusciti a risalire anche al numero di cellulare del ricercato e all’hotel dove soggiornava.
Nell’ottobre 2024 la Procura di Lucca ha quindi attivato la procedura di ricerca internazionale.
Nonostante l’assenza di uno specifico trattato di estradizione con l’Italia, le autorità indonesiane hanno disposto l’espulsione del 42enne.
Una volta arrivato a Fiumicino, il 24 luglio, è stato arrestato dalla polizia criminale di Roma e condotto in carcere per scontare la pena definitiva.