Ridurre da 21 a 19 anni l’età massima per restare nei centri di accoglienza potrebbe interrompere i percorsi di integrazione di centinaia di minori stranieri non accompagnati in Toscana e di migliaia in tutta Italia.
È l’allarme lanciato da 27 organizzazioni della società civile, che chiedono a Governo e Parlamento di non modificare la legge Zampa.

Secondo le associazioni, il rischio è che molti giovani si ritrovino improvvisamente senza sostegno, esposti a condizioni di marginalità sociale e potenzialmente vulnerabili allo sfruttamento e alla criminalità.
Tra le voci più preoccupate c’è quella dell’Associazione Tutori Volontari della Toscana.
Attualmente in Toscana sono circa 650 i minori stranieri inseriti in percorsi di accoglienza e integrazione. Molti frequentano scuole o corsi professionali e stanno costruendo il proprio futuro attraverso il lavoro e l’apprendimento della lingua italiana.

Secondo le associazioni, i risultati ottenuti dai ragazzi che hanno potuto beneficiare del sostegno fino ai 21 anni dimostrano l’efficacia del sistema, con alti tassi di occupazione e bassi livelli di marginalità.
Per questo le organizzazioni firmatarie dell’appello contestano la proposta di riduzione del limite d’età, ritenendola ingiustificata e discriminatoria rispetto ad altri giovani accolti in comunità o in affido familiare, che continuano a ricevere sostegno fino al compimento dei 21 anni