Il parlamentare Andrea Barabotti ha espresso dura critica verso le istituzioni regionali al termine della seduta straordinaria dell’organo di indirizzo politico del comune di Massa dedicata al tema dell’erosione del litorale.
«Il Consiglio comunale aperto di Massa ha fatto emergere con chiarezza le gravi responsabilità della Regione Toscana. Dopo anni di erosione, spiagge scomparse e imprese in difficoltà, per gli interventi strutturali illustrati dobbiamo ancora completare i progetti e reperire le risorse. Persino quello indicato come più cantierabile attende la conclusione della progettazione esecutiva nel 2027. Sulla risposta strutturale siamo ancora all’anno zero, mentre il mare continua ad avanzare».
Le affermazioni dell’esponente politico della Lega sono giunte a margine dei lavori dell’assemblea cittadina incentrata sulle criticità del litorale.
«L’assessore ha concluso indicando la necessità di conoscere meglio la costa, programmare gli interventi, trovare finanziamenti e misurare i risultati. Sono le basi che avrebbero dovuto guidare da anni l’azione regionale. Presentarle oggi come obiettivi futuri significa ammettere un ritardo gravissimo».
I poteri commissariali e la richiesta di trasparenza al presidente Giani
Il deputato Barabotti ha richiamato le indicazioni fornite dagli uffici ministeriali in merito ai poteri già attribuiti all’amministrazione fiorentina.
«Il Governo, rispondendo alla mia interrogazione, ha ricordato che il presidente della Regione dispone già di poteri commissariali per il contrasto al dissesto idrogeologico. Quel presidente si chiama Eugenio Giani e oggi era colpevolmente assente. Ci chiediamo quali atti abbia assunto, nell’esercizio di quelle funzioni, per affrontare l’erosione del litorale apuano e versiliese, in quali date e con quali risultati. Non si può continuare a invocare una regia senza rendere conto di come siano stati utilizzati gli strumenti disponibili».
L’esponente leghista ha confermato la disponibilità del livello governativo nazionale previa presentazione dei piani tecnici necessari da parte delle strutture competenti.
«Da parte nostra ci sarà il massimo impegno per aiutare i soggetti competenti a trovare le risorse. Il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava è sempre disponibile ad ascoltare le ragioni del territorio ma occorrono progetti adeguatamente sviluppati e priorità chiare».
Il nodo dei fondi già stanziati e la conferma dell’esposto
Un passaggio rilevante dell’intervento ha riguardato le somme già stanziate ed erogate per le opere di difesa marina negli anni precedenti.
«C’è poi il capitolo dei soldi già spesi. Oltre alle somme richiamate dall’assessore, la documentazione provinciale relativa a un progetto approvato nel 2008 riporta, nel rendiconto del maggio 2023, quasi 18 milioni di euro complessivamente liquidati, di cui oltre 859 mila per monitoraggi batimetrici ambientali. Quali risultati hanno prodotto quegli interventi? Che cosa hanno rilevato i monitoraggi? E come sono stati utilizzati quei dati per correggere le scelte successive?».
L’eletto della Lega ha ribadito la decisione di adire le vie legali per fare chiarezza sulla gestione economica e amministrativa degli interventi del litorale apuano.
«Dopo questo Consiglio comunale aperto si rafforza la mia intenzione di presentare un esposto alle autorità competenti, affinché siano verificate la correttezza delle procedure, la congruità delle spese e l’eventuale sussistenza di responsabilità. Chi ha amministrato deve rendre conto dei risultati. Il territorio ha diritto di sapere che cosa hanno prodotto i milioni già spesi e quando arriveranno le opere che ancora aspetta».