Da Roma a Bruxelles

Torselli (FDI-ERC): “in Toscana 40 aree senza connettività, è dovere dell’Europa superare l’enorme gap con le aree urbanizzate”

Coesione e competitività, la linea di FdI-ECR per il futuro dell’Europa: “I territori al centro del nuovo bilancio Ue”

Torselli (FDI-ERC): “in Toscana 40 aree senza connettività, è dovere dell’Europa superare l’enorme gap con le aree urbanizzate”

La politica di coesione non rappresenta un semplice meccanismo di redistribuzione delle risorse, ma il motore della competitività europea. È questo il messaggio emerso dal seminario “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, organizzato venerdì 10 luglio 2026 a Roma dalla delegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo. Ad aprire i lavori sono stati Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-ECR e promotore dell’incontro, Giovanni Donzelli, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, e il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti. Il dibattito, a seguito di un importante momento di confronto tra gli eurodeputati di Fratelli d’Italia e gli amministratori regionali e locali, è proseguito con gli interventi del della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, di Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI, e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, prima delle conclusioni affidate a Fidanza e al copresidente del gruppo ECR Nicola Procaccini. Per la Toscana presente l’europarlamentare Francesco Torselli che ha sottolineato l’importanza della coesione per le aree interne:

“La Toscana che non è l’ultima delle Regioni, ha più di quaranta aree dove appena entri sparisce la connettività.  Si investe per far sì che le aree interne non si spopolino ma oggi chi andrebbe mai a comprare casa, far cresce un figlio, ad aprire una azienda in un’area dove non c’è connettività digitale? Io quando ero in Consiglio Regionale facemmo una simulazione: due ragazzi che in Toscana alla stessa ora dello stesso giorno a 40 km di distanza l’uno dall’altro (uno in un’area urbanizzata e l’altro in un’area interna), per arrivare all’età dell’ingresso nel mondo del lavoro – con le stesse competenze, la stessa preparazione culturale, le stesse skill – la famiglia dell’area interna ha speso dai 100 mila ai 150 mila euro in più. Quindi vuol dire che se non hai 150 mila euro nel conto in banca, non puoi permetterti di far crescere un figlio in un’area interna. E’ un gap enorme! E io credo sia dovere dell’Europa andare a superare questo gap”