“Leonardo ha manifestato la propria disponibilità a contribuire alla reindustrializzazione del sito Beko di Siena, con un proprio presidio industriale che potrà assorbire una parte significativa degli occupati”. Parole e musica del ministro Urso sulla Vertenza ex Beko. Il titolare del dicastero delle Imprese e del made in Italy, non si è fermato qui: “L’eventuale insediamento di Leonardo, nell’ambito di un più ampio progetto di cluster industriale con altre imprese, rafforzerà il processo di reindustrializzazione, offrendo nuove prospettive al sito e ai lavoratori coinvolti”.
Colpo di scena
Istituzioni e sindacati sono rimasti a bocca aperta per il coup de théâtre andato in scena a Roma proprio all’inizio del tavolo di monitoraggio sulla vertenza. In cui Beko ha confermato il piano per l’Italia, riferendo che il peggioramento del mercato sta tuttavia determinando un forte calo dei volumi e un rallentamento degli investimenti.
Sperano in 148
I lavoratori dell’ex Beko di Siena sono 148, dopo le uscite volontarie incentivate, dai 299 originari. In queste ore è in programma un confronto con i sindacati, che comunque intanto gongolano pur evitando toni trionfalistici.
Le reazione dei sindacati
Massimo Martini, coordinatore Uil Siena parla di giornata storica. “Abbiamo accolto con favore questa notizia, ma allo stesso tempo manteniamo cautela”, perché dobbiamo capire che tipo di intervento Leonardo è pronta a realizzare. Da tempo – conclude – sosteniamo che, per rilanciare una produzione a Siena, serviva un’azienda grande e strutturata come Leonardo”.
“Giudichiamo importante la disponibilità del Gruppo Leonardo annunciata dal ministro Urso – gli fanno eco Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, Lorenzo Fusco ed Elisa Pieri della Uilm Toscana Sud Est –, ma chiediamo di verificarne subito la portata effettiva e a questo scoop di convocare un confronto specifico. Sarebbe imperdonabile alimenta”.
Dopo un colloquio con il presiente di Leoanrdo, il Governatore Giani dal canto suo ha ipotizzato come destinazione di lavoro, una produzione industriale legata a prodotti magari dell’aerospazio. Noi come Regione ci stiamo a mettere le risorse, i corsi e il personale per favorire una rigenerazione da reinserimento lavorativo”.