È la Contrada di Porta Gavina la vincitrice della 70ª edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, l’edizione straordinaria organizzata per celebrare i sessant’anni della manifestazione che dal 1966 rappresenta uno degli appuntamenti più identitari e sentiti della comunità torritese. Il fantino Matteo Noli detto “Galletto”, insieme al somaro Lupa, conquista così il Palio dipinto da Paola Imposimato, scrivendo il proprio nome in una pagina speciale della storia della manifestazione, al termine di una settimana di festeggiamenti che ha riunito contrade, torritesi e appassionati nel segno di un anniversario che va ben oltre la competizione.

Dopo la vittoria della Contrada Le Fonti nell’edizione ordinaria dello scorso marzo, il Palio straordinario del sessantesimo anniversario ha riportato le otto contrade in pista per una corsa unica in notturna, pensata per celebrare il lungo cammino di una manifestazione che, nel corso di sei decenni, è diventata patrimonio collettivo della comunità. La gara si è aperta con un momento emozionante: nel campo di gara allestito presso il Gioco del Pallone, tutti i contradaioli e non, hanno celebrato Torrita, intonando un coro e sventolando al cielo le torce dei telefoni; un attimo di unione, in cui i colori e le appartenenze hanno cessato di esistere lasciando spazio all’unione e alla passione di una comunità capace di creare tutto questo. Ma ci sono voluti pochi istanti, quelli che ci sono voluti per preparare i somari alla corsa, per respirare nuovamente aria di sfida, e così, dopo l’ingresso del corteo storico, alle ore 22 si è dato inizio alla gara. La fase di qualificazione si è aperta con la prima batteria quella tra la contrada di Cavone, con il fantino Jonathan Guerri detto “Rafia” e il somaro Titta Ammicca, e Porta a Sole, con il fantino Mirko Ciancagli detto “Baturlo” e il somaro Barrique. A seguire si sono affrontate, nella seconda batteria, la contrada Le Fonti, con il fantino Gabriele Grotti detto “Divino” e il somaro Ciola, e Refenero, con il fantino Andrea Peruzzi detto “Drago” e il somaro Goccia. La terza batteria ha visto sfidarsi la contrada Stazione, con il fantino Francesco Landi detto “Golino” e il somaro Agnese, e Porta Gavina, con il fantino Matteo Noli detto “Galletto” e il somaro Lupa. A chiudere il programma delle qualificazioni sono state le contrade di Porta Nova, con il fantino Alessandro Guerrini detto “Cobra” e il somaro Sole, e Porta a Pago, con il fantino Alessandro Stampigioni detto “Scheggia” e il somaro Fermenta.

Le contrade che si sono qualificate direttamente per la finale sono state: Cavone, Refenero, Porta Gavina, Porta Nova. La batteria di recupero è stata quindi disputata tra: Porta a Sole, Le Fonti, Stazione, Porta a Pago. A conquistare l’ultimo pass per la finale è stata la Contrada Stazione. La finale ha visto quindi protagoniste le contrade di Cavone, Refenero, Porta Gavina , Porta Nova e Stazione. Dopo alcuni attimi di suspense, dove i somari e i fantini si sono sistemati nel tufo, cercando la loro posizioni di partenza, è suonata la campana, dando così inizio alla finale di questa straordinaria edizione. Straordinaria anche la gara, che ha visto da subito due capoliste: Porta Gavina e Refenero. La contrada rosso-nera aveva infatti dimostrato, già nella batteria di qualificazione, di avere la giusta grinta per comandare la finale, il somaro Lupa non ha mai perso il passo, lasciando sempre indietro di un metro il somaro di Refenero, Goccia, che con il fantino “Drago”, ha provato fino all’ultimo a superare. Ma non c’è stato nulla da fare, all’ultima curva “Galletto” e Lupa hanno dato tutto, arrivando con un distacco importante a vincere quello che, per la contrada di Porta Gavina, è il 12esimo palio.
A seguire si sono classificate le contrade di Refenero, che ha varcato l’arrivo dopo la vincitrice e le contrade di Porta a Pago, Porta Nova e Cavone che non hanno concluso i quattro giri. Al termine della corsa, dopo la conferma ufficiale del verdetto da parte della giuria, la Contrada rosso-nera ha potuto dare il via ai festeggiamenti, tra bandiere, abbracci e cori, celebrando una vittoria dal sapore ancora più speciale.
Una festa che ha saputo unire passato e presente, ricordando come il Palio dei Somari non sia soltanto una corsa, ma il racconto di una comunità che da sessant’anni si riconosce nei colori delle proprie contrade, tramanda tradizioni e rinnova ogni anno un legame profondo con la propria storia. Sessant’anni dopo, Torrita di Siena continua a ritrovarsi attorno al suo Palio, guardando al futuro con la stessa passione che ne ha accompagnato ogni edizione e consegnando alle nuove generazioni un patrimonio fatto di memoria, partecipazione e appartenenza. 60 anni di storia, di rivalità, di appartenenza e di passione contradaiola racchiusi in una serata destinata a rimanere nella memoria di Torrita di Siena.