E’ un 37enne moldavo la persona fermata per omicidio stradale e omissione di soccorso in seguito alla morte di Linda Martinucci, la donna di 46 anni che è stata investita e uccisa in bicicletta da un furgone pirata nella notte di venerdì 11 settembre, il giorno del compleanno della figlia, sul vecchio cavalcavia Lombardi, diretta verso il Varignano.
Da una prima rocostruzione L’uomo sarebbe stato alla guida del mezzo, un furgone Opel, che ha travolto la donna; è stato trasferito nel carcere di Pistoia.
Un 33enne, sempre dell’Est Europa, è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso.
La 46enne stava tornando a casa in bicicletta, insieme al compagno con cui aveva trascorso la serata sul Molo, quando è stata travolta e uccisa.La donna era impiegata in un calzaturificio. Da una prima ricostruzione della dinamica, il conducente del furgone avrebbe azzardato un sorpasso sul cavalcavia all’auto che lo precedeva, avrebbe colpito Linda in bicicletta, proseguendo poi la sua corsa senza fermarsi.
I veicoli – compresa l’auto che il furgone aveva superato nella manovra culminata nell’incidente mortale – procedevano nella stessa direzione di marcia vicino al cavalcavia della Torre Matilde.
Il fidanzato e i passanti sono riusciti a prendere il numero di targa del mezzo-pirata. I carabinieri sono risaliti al proprietario, che risulta estraneo ai fatti: avrebbe spiegato di aver dato in uso il furgone a dei moldavi che gravitano su Viareggio.
In caserma i moldavi non hanno rivelato chi di loro guidava il mezzo, poi i carabinieri dopo un lungo interrogatorio sono riusciti a stabilire che il 37enne è il moldavo che si trovava al volante e che anzichè fermarsi a dare soccorso ha accelerato scappando.
A bordo del veicolo-killer c’erano due moldavi, e no tre come sembrava dai primi accertamenti. Dimorano a Viareggio, non sono residenti. Il fermo in carcere è scattato anche per il pericolo di fuga.