È una vicenda che torna ad accendersi con la diffusione della risposta ufficiale del Ministero dell’Interno sull’episodio che coinvolse Cristina Manetti, oggi assessora alla Cultura della Toscana e all’epoca dei fatti capo di Gabinetto della Regione.
Il 13 ottobre 2025, lungo l’A11, Manetti venne fermata dalla Polizia stradale per aver imboccato in modo improprio la corsia di accelerazione a Sesto Fiorentino, manovra che gli agenti ritennero finalizzata a superare la coda. Da lì scattarono la sanzione da 430 euro, il taglio di dieci punti e l’avvio della procedura di sospensione della patente.
Secondo la ricostruzione trasmessa dal Viminale alla deputata di FdI Chiara La Porta — che aveva presentato un’interrogazione specifica e che ora ha pubblicato i documenti sui social — Manetti avrebbe riferito agli agenti di aver accusato un malore, chiedendo l’intervento di un’ambulanza. Poco dopo al casello sarebbero arrivati anche il presidente della Regione Eugenio Giani e il consigliere Alessio Spinelli, intenzionati a ottenere chiarimenti sul controllo in corso.
Il ministero conferma inoltre che, nel pomeriggio dello stesso giorno, Manetti si recò in Prefettura a Firenze insieme a Giani “per chiarimenti sull’iter della sospensione”.
La Prefettura, il 23 ottobre, ha poi formalizzato lo stop della patente per due mesi. L’assessora aveva impugnato il provvedimento davanti al Giudice di Pace, salvo ritirare il ricorso il 10 novembre dopo aver pagato la sanzione. Il procedimento è stato chiuso l’11 novembre.
La Porta, che nei prossimi giorni lascerà la Camera per assumere il mandato in Regione, ha commentato la nota ministeriale con toni polemici, parlando di un comportamento di “protezione” da parte di Giani verso la sua collaboratrice. Una vicenda amministrativa che sembrava chiusa, ma che alla luce dei nuovi dettagli torna ora al centro del confronto politico toscano.
Il testo integrale della risposta dell’interrogazione
Lo scorso 13 ottobre 2025 una pattuglia della Polizia Stradale di Montecatini Terme, operante in servizio di vigilanza sul tratto autostradale A/11 Montecatini – Peretola, effettuava un intervento in ragione di un rallentamento del flusso veicolare e, nell’occasione, gli operatori hanno proceduto alla redazione del verbale di accertamento e contestazione nei confronti di Cristina Manetti, in quanto, in base alla eseguita verbalizzazione, la stessa «circolava lungo la carreggiata est dell’A-11 provenendo dalla barriera di Firenze Ovest; giunta all’altezza della corsia di accelerazione dello svincolo di Sesto Fiorentino, al fine di eludere la coda dovuta all’intenso traffico, lasciava la carreggiata principale, percorreva la corsia di accelerazione per poi rientrare sulla carreggiata principale», in violazione dell’art. 176, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285. La sanzione pecuniaria applicata ammontava a euro 430 con decurtazione di 10 punti dalla patente e sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da due a sei mesi, la cui applicazione era demandata a un successivo provvedimento prefettizio. In sede di accertamento e contestazione, la Polizia Stradale ha altresì verbalizzato la dichiarazione dell’interessata, la quale rappresentava di aver avuto un giramento di testa a causa di un abbassamento di pressione e di aver cercato di accostare lungo la carreggiata.
La citata Signora richiedeva, infatti, l’intervento di un’ambulanza, evidenziando di soffrire di pressione bassa. Successivamente, il personale sanitario, giunto sul posto, provvedeva a prestare assistenza all’utente. Nel contempo, giungevano sul posto due autovetture civili dalle quali scendevano tre persone, tra le quali il Presidente della Regione Toscana, Dott. Eugenio Giani, il Consigliere Regionale, Dott. Alessio Spinelli, che chiedevano notizie circa l’accaduto e, dopo aver dialogato con la signora, domandavano altresì informazioni agli operatori circa il permesso provvisorio per raggiungere il luogo di lavoro, nonché indicazioni circa un eventuale ricorso. Le persone intervenute prendevano in carico l’autovettura della Signora.
Nella medesima giornata, la Manetti si è recata presso la Prefettura di Firenze, accompagnata dal Presidente Giani, chiedendo e ottenendo di essere ricevuta dal Prefetto. La predetta ha rappresentato | motivi della sua presenza in Prefettura per domandare delucidazioni sull’iter di applicazione della sanzione accessoria. Le è stato, pertanto, illustrato il procedimento curato dall’Ufficio Patenti della Prefettura.
Si soggiunge che, su richiesta dell’interessata, sono state fornite notizie anche sulla procedura connessa all’eventuale ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. La Signora è stata invitata, per ogni eventuale e ulteriore chiarimento, a interloquire con il competente Ufficio Patenti della Prefettura di Firenze. Il 21 ottobre 2025, la Sezione Polizia Stradale di Pistoia ha trasmesso alla Prefettura, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, il verbale di accertamento e contestazione del 13 ottobre 2025.
Il successivo 23 ottobre 2025, la dirigente responsabile dell’Ufficio Patenti, alla luce della violazione accertata, ha adottato il provvedimento di sospensione della patente nei confronti della Sig.ra Manetti per un periodo di due mesi, come di consueto avviene in caso di prima violazione, a decorrere dalla data dell’effettivo ritiro del titolo, avvenuto il 13 ottobre 2025. Il 31 ottobre 2025, la cancelleria del Giudice di Pace di Firenze ha
informato la Prefettura dell’avvenuto deposito del ricorso in opposizione al verbale, presentato dalla dott.ssa Manetti, con richiesta di annullamento dell’atto sanzionatorio e di sospensione cautelare dello stesso.Lo scorso 10 novembre 2025 il difensore della Sig.ra Manetti ha depositato presso la cancelleria del Giudice di Pace di Firenze rinuncia agli atti del giudizio, rappresentando altresi di aver provveduto al pagamento della sanzione pecuniaria, notificando quindi via pec l’atto anche alla Prefettura di Firenze. In data 11 novembre 2025, il Giudice di Pace di Firenze, preso atto della rinuncia al ricorso depositato da parte del difensore della ricorrente munito di procura speciale, ha adottato il decreto con cui ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo e ha dichiarato l’estinzione del processo.