Sconto di pena

Ambulanza distrutta dal tir e tre morti, il camionista patteggia 5 anni

Secondo le indagini stava usando il cellulare poco prima dell'impatto

Ambulanza distrutta dal tir e tre morti, il camionista patteggia 5 anni

Ha patteggiato 5 anni di reclusione, ma ne rischiava molti di più il camionista che il 4 agosto 2025 travolse con il suo tir un’ambulanza nel tratto valdarnese dell’Autosole, uccidendo due volontari della Misericordia di Terranuova Bracciolini, la giovane Giulia Santoni di appena 23 anni e il più esperto Gianni Trappolini, e il paziente Franco Lovari, 75 anni, che quel giorno veniva trasferito per controlli cardiaci.

Quando la sentenza sarà diventata definitiva per il 59enne, originario di Savona e residente a Cuneo, si apriranno le porte del carcere. La scelta di patteggiare è stata dettata dal fatto che la polizia stradale ha accertato che poco prima dell’impatto fatale il camionista aveva in mano lo smartphone e stava girando video pubblicati su You Tube poco prima del tragico schianto, quando sul mezzo sanitario della Misericordia di Terranuova Bracciolini, si abbatté a 100 all’ora il bestione fuori controllo guidato dal 59enne.

I tre morirono sul colpo, numerosi i feriti, uno scenario apocalittico. Lamiere schiacciate, l’urlo delle sirene, i soccorsi. Anche il trasportatore rimase seriamente ferito.

I cinque anni patteggiati sono il frutto del rito alternativo che abbatte di un terzo la condanna. È stato tenuto conto dell’incensuratezza dell’uomo, del suo ravvedimento e anche del gesto, simbolico in quanto indigente, di offrire delle somme economiche agli eredi delle vittime a titolo di risarcimento. Il pm Martano gli ha contestato il reato nella forma giuridica della colpa cosciente, una colpa, cioè, aggravata dalla consapevolezza del rischio che la persona si assume con la sua condotta, in questo caso alla guida di un tir in autostrada.

Non c’è stato neanche bisogno di discutere sul materiale raccolto nel corso delle indagini dalla Polizia Stradale, sugli accertamenti tecnici eseguiti, compresi quelli su YouTube/TikTok dove il video documenterebbe in modo evidente che il 59enne guidava in cabina tra riprese, social, distrazioni continue. Smartphone, dash cam e tir fujrono sequestrati e passati al vaglio. L’alcol test aveva invece dato esito negativo.

La tregedia suscitò enorme scalpore. In migliaia parteciparono due giorni dopo alla fiaccolata nelle vie di Terranuova; ci fu anche un messaggio di Papa Leone e una corona del presidente Mattarella, oltre agli appelli del governatore Eugenio Giani e del sindaco Sergio Chienni a mettere in sicurezza un tratto di Autosole, quello del Valdarno, particolarmente pericoloso per i volumi di traffico. Il divieto di sorpasso per i Tir, in vigore da novembre tra i caselli di Chiusi e Incisa è figlio anche di quel tragico incidente.