Dopo il fermo scattato nei confronti di un minorenne e due maggiorenni, altri due giovani, non fermati, sono stati iscritti nel registro degli indagati, si tratta di due minorenni.
Per la tragica morte di Giacomo Bongiorni, 47enne di Massa, i primi tre fermi sono scattati nella serata di domenica 12 aprile: si tratta di un minore ritenuto responsabile di omicidio volontario e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron di 23 anni e Eduard Alin Carutasu di 19 anni, entrambi di nazionalità rumena, ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario. Il minorenne è stato fermato dalla procura dei minori di Genova.
I carabinieri sono arrivati ai tre giovani dopo una serie di riscontri e immagini di telecamere di sicurezza. Sono stati interrogati in caserma ed è quindi scattato il fermo. Nei prossimi giorni gli interrogatori di garanzia.
Sul corpo della vittima nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia per definire l’esatta causa del decesso e stabilire meglio le eventuali responsabilità.
Cosa è successo: le ricostruzioni dell’aggressione
Poco dopo l’una di notte di domenica 12 aprile Giacomo Bongiorni si trovava con la compagna e il figlio di 12 anni dopo una serata passata insieme: stavano tutti per rientrare a casa ma nella piazza dove hanno trascorso la serata, Piazza Palma, nel centro storico di Massa, ci sono dei ragazzi, alcuni sono minorenni che, da una ricostruzione fatta successivamente, lanciano bottiglie di vetro contro le vetrine dei locali.
Il cognato di Bongiorni, dice loro di smetterla. Il rimprovero rende nervosi i ragazzi, che evidentemente volevano continuare a fare quello che volevano senza intromissioni: ne nasce una lite e poi, secondo una prima ricostruzione, l’aggressione. Il branco si scaglia sull’uomo colpendolo. A questo punto interviene Giacomo Bongiorni, che tenta di difendere il cognato, ma viene anche lui aggredito, ancora da stabilire da chi e come.
Quanto alla dinamica ci sarebbero due versioni, una delle quali, quella raccontata dalla compagna di Bongiorni, smentirebbe la versione incentrata sull’omicidio preterintenzionale, e cioè che Bongiorni sia morto perché cadendo ha sbattuto violentemente la testa; la compagna, testimone oculare, in un’intervista al Corriere della Sera parla di calci e botte sferrati anche quando il 47enne era già a terra. La donna Non ha dubbi Bongiorni è morto per le botte; i giovani avrebbero smesso di colpirlo “solo quando si sono resi conto che l’avevano ucciso”.
A uccidere il 47enne sarebbe stato un arresto cardiaco. Tutto questo è accaduto davanti agli occhi del figlio dodicenne e della compagna di Bongiorni.
Ed è stato proprio il figlio, sconvolto dalla scena a cercare di alzare il padre, invano. Impossibile anche solo pensare che cosa abbia potuto provare un bambino di 12 anni nel vedere il padre non rispondergli più, restare a terra, immobile, addormentato per sempre. A nulla è servito chiamare il 118; la chiamata è partita all’1,25 della notte. L’automedica arriva poco dopo. I soccorritori tentano di rianimarlo, ma non serve. Il medico constata il decesso. Le speranze, rimaste appese a un filo, vengono spazzate via. Il ragazzino e la compagna sono stati portati in ospedale sotto choc.
Il cognato della vittima è rimasto ferito ed è stato portato all’ospedale con fratture agli arti e un’emorragia cerebrale.
Le indagini
Le indagini, affidate ai carabinieri dovranno ricostruire l’esatta dinamica e soprattutto le responsabilità dei giovani individuati. Saranno utili a questo le immagini delle telecamere della zona, che non mancano, così come i testimoni. Sono state effettuate perquisizioni e anche sequestri di materiale definito “utile alle indagini”. A fare luce su molti punti oscuri anche il video di un ragazzo che passava di lì.
In prefettura poco dopo si riunisce il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: vengono prese misure drastiche, come la chiusura anticipata dei locali in due comuni, Massa e Carrara, oltre all’aumento dei controlli.
Il caso dell’omicidio del 2013
Nel dicembre del 2013, la sera della vigilia del Natale un ventenne uccise con una serie di coltellate due giovani, al termine di una rissa scoppiata fuori da un pub del centro storico. Anche in quel caso scattarono restrizioni e controlli.
In quel frangente si era trattato di rivalità tra bande, ma ciò non toglie che il clima già allora fosse teso e pericoloso. La morte di Bongiorni si inserisce più in una cornice di violenza giovanile incontraollata, che negli ultimi anni è tornata nelle notti apuane. L’ultimo episodio, a Massa, risale a una decina di giorni fa quando due gruppi di giovani si sono presi a bottigliate.