Proseguono le indagini sull’omicidio dIYlias Tas, il 31enne di origine curda trovato morto in un parcheggio a Livorno con due colpi di pistola:uno lo ha raggiunto ad una gamba, il secondo alla testa. Uno scenario che fa pensare ad un’esecuzione, un regolamento di conti, ma il movente non è ancora stato chiarito. Il 31 enne nato in Turchia, è stato colpito la notte tra domenica 7 e lunedì 8 giugno in un posteggio del Castellaccio. E’ morto in ospedale dopo esser stato soccorso da un’ambulanza.
Tentava la fuga?
L’ipotesi è che sia stato portato lì da qualcuno, visto che non si tratta di un luogo di passaggio. Probabilmente sentendosi in trappola ha tentato la fuga, ma è stato fermato da un colpo di pistola alla gamba e poi giustiziato con un proiettile alla testa. aveva chiesto asilo politico pochi mesi fa alla questura a Livorno. Nella sua abitazione sono stati trovati contanti, circa 10mila euro; era in attesa della convocazione davanti alla commissione prefettizia per discutere della richiesta.
Le informazioni sul curdo
Di lui si sa poco. Unica certezza è che non lavorava. La polizia avrebbe già rintracciato e sentito alcuni testimoni, stranieri che lo potrebbero conoscere e che potrebbero dare aiuto agli investigatori, ma non sarà semplice carpire informazioni utili La squadra mobile ha intantorintracciato anche l’agenzia immobiliare che gli ha curato l’affitto di una casa in città. Più difficile sarà estrarre dati dai due cellulari del 31enne: Uno è fuori uso, l’altro ha un pin da bypassare senza danneggiarne la memoria. Tra i testimoni, il titolare di un ristorante a pochi metri dal delitto: A suo dire nel suo locale quella sera avrebbero consumato un pasto in due tavoli separati, ma uno accanto all’altro senza rivolgersi parola. Il ristoratore è sicuro che fossero stranieri, sui 40 anni, forse dell’Europadell’est, forse connazionali della vittima. Avevano aguardi tesi, parlavano un inglese imperfetto
Clienti “strani”
I due individui da subito lo avrebbero insospettito Sembrava quasi che scappassero da qualcuno o che si fossero rifugiati nel ristorante. Uno più nervoso dell’altro, si guardava attorno insospettito. Altro particolare strano è che durante la loro permanenza nel locale, pur essendo arrivati e usciti insieme, non si rivolgevano la parola.
Le indagini della Polizia
Entrambi i clienti dopo aver mangiato hanno pagato e se ne sono andati. Sono rimasti in zona. “Si sono nascosti in una rientranza della strada, dove ci sono alcune abitazioni, facendo capolino di tanto in tanto”. Qualcuno ha addirittura chiesto, preoccupato, che cosa stessero facendo: la risposta è stata che stavano aspettando un taxi, ma sembra che nessuno abbia visto arrivare il mezzo.
Sarà la polizia, che indaga con la Squadra mobile, a cercare di capire se era solo una scusa per depistare chi forse aveva capito che qualcosa stava per succedere