atteso nelle prossime ore

Uccise il ladro che le aveva rubato la borsa, oggi la sentenza per Cinzia dal Pino

L'imprenditrice viareggina rischia l'ergastolo per l'omicidio di Noureddine Mezgui

Uccise il ladro che le aveva rubato la borsa, oggi la sentenza per Cinzia dal Pino

Ore decisive al tribunale di Lucca per Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare di Viareggio accusata di aver ucciso Noureddine Mezgui, il 52enne marocchino travolto con il Suv dopo il furto della sua borsetta.

Dopo mesi di processo, oggi la Corte d’Assise è chiamata a pronunciarsi su uno dei casi di cronaca che più hanno fatto discutere l’opinione pubblica negli ultimi anni, tra richiami alla legittima difesa e accuse di essersi fatta giustizia da sola.

Procura ha chiesto l’ergastolo

La Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo, sostenendo che la donna abbia agito volontariamente quando, nella notte tra l’8 e il 9 settembre 2024, inseguì l’uomo a bordo della sua auto dopo il furto avvenuto nella zona della Darsena di Viareggio. Secondo l’accusa, non si sarebbe trattato di una reazione istintiva finalizzata a recuperare il bene sottratto, ma di un’azione consapevole culminata nell’investimento mortale.

Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza hanno avuto un peso centrale nel procedimento. I filmati mostrano le fasi successive al furto e l’investimento dell’uomo. Dopo aver recuperato la borsetta, la donna si sarebbe allontanata lasciando Mezgui a terra gravemente ferito. Proprio quelle immagini sono diventate uno degli elementi principali su cui la Procura ha costruito la propria ricostruzione dei fatti.

Perizia psichiatrica ha escluso alterazioni

Nel corso del processo è stata inoltre disposta una perizia psichiatrica che ha escluso alterazioni tali da compromettere la capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento dell’accaduto. Un elemento che ha rafforzato la tesi accusatoria dell’omicidio volontario.

La difesa ha invece contestato questa ricostruzione, sostenendo che Dal Pino non avesse alcuna intenzione di uccidere. Gli avvocati hanno chiesto una diversa qualificazione giuridica dei fatti, escludendo la volontarietà dell’azione e puntando su ipotesi meno gravi rispetto all’accusa formulata dalla Procura.

Nell’udienza conclusiva di oggi prenderanno la parola per l’ultima volta i difensori e la stessa imputata, qualora decidesse di rilasciare dichiarazioni spontanee. Successivamente la Corte si ritirerà in camera di consiglio.

Il verdetto è atteso nelle prossime ore.