Aveva lasciato il Pronto Soccorso

“Non garantì l’adeguata vigilanza”: Asl condannata dopo la morte di un uomo travolto in strada

Lucca, il 71 enne pensionato fu colpito da un "pirata" mai rintracciato. Ai familiari andranno 630 mila euro di risarcimento

“Non garantì l’adeguata vigilanza”: Asl condannata dopo la morte di un uomo travolto in strada

Si era allotanato dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Lucca in stato confusionale: fu travolto e morì. Anche l’Asl dovrà risarcire i familiari.

Il “doppio” risarcimento

La vicenda risale a dieci anni fa, quando un pensionato di 71 anni – falciato da uno scooterista che, dopo essersi fermato a causa dell’impatto, era fuggito e non è mai stato rintracciato – andò incontri a 20 giorni di agonia culminati con il decesso. 630 mila euro la cifra che per la Corte d’Appello dovrà andare ai familiari, già parzialmente risarciti nel 2024 dal Fondo di Garanzia per le vittime stradale.

Il primo verdetto

L’uomo era uscito all’insaputa del personale e mentre camminava fu investito da uno scooterista che procedeva nella stessa direzione di marcia. L’ex muratore aveva riportato gravissime lesioni che richiesero un intervento d’urgenza a Cisanello. Poi però sopraggiunse il decesso. In un primo tempo il Tribunale di Lucca aveva escluso responsabilità in capo dei sanitari citati dai familiari per “aver perso di vista il paziente negli spazi del pronto soccorso, nonostante le sue condizioni non fossero quelle di una persona da lasciare sola”.

Il ribaltamento in appello

In appello, il ribaltamento della valutazione dei giudici. “E’ verosimile – spiegano nel verdetto i giudici fiorentini – che se ci fosse stato un operatore con il paziente, il suo ’allontanamento sarebbe stato scongiurato”.

Inoltre – si legge ancora nella sentenza anticipata da Il Tirreno – i sanitari si accorsero della scomparsa del paziente alle 21, 52, e solo alle 22, 41 iniziarono le ricerche ed è verosimile che se lo avessero cercato immediatamente lo avrebbero trovato poco distante dai locali del nosocomio”. 

Quella mancata vigilanza avrebbe dunque favorito l’allontanamento del pensionato, incapace di badare a sé stesso, che poi andò incontro a quell’atroce destino che ora diventa un risarcimento totale da oltre un milione di euro ai familiari.