Un passo avanti verso il riconoscimento e la tutela dello Stile Orafo Fiorentino. Approvata dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, la domanda di registrazione dell’indicazione geografica.
La richiesta era stata trasmessa alla Regione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy lo scorso 30 giugno. Il via libera dagli uffici regionali, che hanno verificato la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi stabiliti dal Regolamento europeo 2023/2411 per la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali.
“Lo Stile Orafo Fiorentino è molto più di un segno distintivo: rappresenta una storia produttiva, un patrimonio di competenze e un’identità che appartengono a Firenze e alla Toscana – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani –. Con questo parere favorevole scegliamo di sostenere concretamente le nostre botteghe e le nostre imprese, riconoscendo il valore di un sapere artigiano che ha saputo attraversare il tempo, rinnovarsi e continuare a rappresentare nel mondo la qualità e la creatività toscane”.
“Non intendiamo soltanto conservare una grande tradizione – ha aggiunto l’assessore Marras – ma costruire intorno ad essa nuove opportunità di sviluppo. L’indicazione geografica può diventare uno strumento importante per contrastare imitazioni e utilizzi impropri, rafforzare la reputazione delle produzioni, tutelare il lavoro qualificato, favorire la trasmissione delle competenze alle nuove generazioni e rendere più competitive le imprese sui mercati internazionali. Difendere il legame tra prodotto, saper fare e territorio significa investire nel futuro del nostro sistema produttivo e dare ancora più forza al Made in Tuscany all’interno del Made in Italy”.
La disciplina europea riconosce infatti il valore delle produzioni artigianali e industriali tipiche legate a metodi di lavorazione radicati in una determinata area geografica, tutelandone la reputazione e offrendo ai consumatori informazioni affidabili sulla loro origine.
Il parere regionale passa ora al Mimit per i successivi adempimenti previsti dal procedimento di registrazione.