Indagine per omicidio colposo

Morto precipitato dal viadotto dell’A1: l’imbragatura non era agganciata

La procura di Prato sentirà i colleghi che in quel momento erano sul cantiere

Morto precipitato dal viadotto dell’A1: l’imbragatura non era agganciata

Aveva l’imbragatura addosso, ma non era agganciata a un punto di ancoraggio. E’ sicuramente questo il punto cruciale attorno al quale si svilupperà l’inchiesta per la morte di Ahmed Salah Hasan Ibrahik, l’operaio egiziano di 39 anni che mercoledì 19 agosto è precipitato mentre lavorava al cantiere dell’A1 sul viadotto Goccioloni 1, tra Calenzano e Barberino di Mugello.

Il 39enne ha perso l’equilibrio ed è precipitato dal ponteggio: un volo da un’altezza compresa fra 14 e 20 metri che non gli ha lasciato scampo: a nulla è servito il dispositivo che indossava sul corpo, proprio perché non era assicurato a nessun punto di ancoraggio.

La Procura di Prato, che procede per omicidio colposo, ha disposto il sequestro dell’area del pilone dove il manovale stava lavorando. Gli accertamenti vengono svolti con il personale dell’Ufficio prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl.

Ahmed lavorava per la GGroup, impresa che opera in subappalto nel cantiere di ammodernamento e manutenzione strutturale del viadotto per Autostrade per l’Italia. Mercoledì era impegnato su una pila in un lavoro di stuccatura e ripristino.

Insieme a lui c’erano altri operai, colleghi e connazionali, che la Procura guidata da Luca Tescaroli sentirà. Dovranno ricostruire gli istanti che hanno preceduto la caduta e spiegare quali fossero le disposizioni ricevute per lavorare in quota, come venissero utilizzati i sistemi anticaduta e quali controlli fossero previsti durante il turno. E soprattutto, dovranno spiegare come e se ogni giorno, quell’imbragatura fondamentale per salvare la vita,veniva agganciata ; le indagini mirano a capire perché mancava il collegamento che avrebbe dovuto assicurarla al sistema di trattenuta e se si è trattato di un comportamento occasionale oppure di una consuetudine adottata nel cantiere.

Le testimonianze degli operai presenti sulla pila saranno incrociate con la documentazione aziendale, le procedure di sicurezza e gli altri elementi raccolti nell’area sequestrata.

La morte del manovale ha fatto scattare una protesta sindacale: venerdì l’edilizia si è fermata in tutta la provincia di Firenze, nell’ultima ora di ogni turno. Si chiedono controlli più serrati nei cantieri, formazione e verifiche lungo appalti e subappalti.