Tensione e forte perplessità tra le sigle sindacali di categoria per le recenti novità emerse sulla vertenza dello stabilimento Beko di Siena.
Al centro del dibattito c’è la diffusione pubblica dei profili aziendali che avrebbero manifestato l’intenzione di rilevare o riconvertire il sito produttivo, ovvero la fiorentina Tea Group e la senese Galenica Senese, nomi resi noti dall’amministratore delegato incaricato del progetto di reindustrializzazione, Gabriele Corradi.
La protesta dei rappresentanti dei lavoratori
Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil contestano le modalità di gestione dell’informazione, evidenziando come nessuna comunicazione ufficiale sia arrivata preventivamente ai delegati sindacali. Secondo le organizzazioni, l’uscita di notizie non filtrate da un confronto formale rischia di generare un clima di confusione e false speranze tra gli addetti della fabbrica e le loro famiglie, ancora in attesa di un progetto chiaro e definitivo per la salvaguardia dell’occupazione.
Cresce l’attesa per il vertice romano
La posizione delle sigle resta ancorata al percorso tracciato dagli accordi istituzionali. La sede ritenuta preposta per esaminare la concretezza dei manifestati propositi industriali rimane il tavolo già fissato al Ministero per il primo ottobre prossimo.
In tale contesto, sottolineano i sindacati, si dovranno valutare la solidità finanziaria degli interlocutori, i tempi di attuazione dei piani, l’entità degli investimenti previsti e la reale capacità di riassorbimento del personale impiegato nello stabilimento.
L’appello alle istituzioni locali
Da qui l’appello rivolto sia al Comune di Siena, chiamato a un’azione di regia trasparente per evitare disallineamenti nelle comunicazioni, sia all’advisor incaricato, affinché ogni ulteriore dettaglio o aggiornamento tecnico venga trasferito direttamente alle parti sociali nei contesti istituzionali ufficiali anziché essere affidato a generiche note stampa.