La perizia redatta dagli ingegneri Bernardino Chiaia e Davide Poggi nell’ambito del procedimento penale che vede indagati per disastro colposo e omicidio colposo tecnici e amministratori locali in relazione all’alluvione del 2 e 3 novembre 2023 sembra scagionare, almeno in parte, gli imputati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, tra cui i sindaci di Prato e Montemurlo, Matteo Biffoni e Simone Calamai.

I consulenti incaricati dal giudice per le indagini preliminari Costanza Chiantini di stabilire se tecnici e amministratori abbiano messo in campo tutte le possibili azioni per prevenire o limitare i danni dell’alluvione parlano di un evento eccezionale, “un sistema temporalesco convettivo intenso, con precipitazioni concentrate nello spazio e nel tempo“, capace di accumulare in poco tempo grandi quantità di pioggia in un’area ristretta.

Secondo i periti sarebbe stata corretta anche l’allerta diramata dalla Regione, arancione per il rischio idrogeologico e gialla per temporali e pioggia, in quanto solo ex post si sarebbe potuto valutare la portata della pioggia.
Questo è un punto dolente, visto che gli stessi amministratori, all’indomani dell’alluvione, espressero dubbi sull’allerta gialla.
Nei quasi tre anni seguiti a quegli allagamenti, le allerte arancioni per pioggia si sono susseguite, in certi casi senza che poi venisse giù il mondo.