Dati diffusi da Inside Airbnb

Firenze, affitti brevi: un proprietario su quattro non è fiorentino

"L’obiettivo è dare priorità a chi mette a reddito una seconda casa come integrazione”

Firenze, affitti brevi: un proprietario su quattro non è fiorentino

Un proprietario su quattro degli affitti brevi aperti in città nel 2026 non risiede nel Comune di Firenze, precisamente il 26%. Una cifra abbastanza alta da far riflettere su quanto il fenomeno sia diventato globale e su quanto faccia gola “la miniera d’oro” fiorentina, definizione che in queste settimane spopola sul web nei video di agenti immobiliari e property manager.

Secondo i dati di Inside Airbnb, oggi ci sono due gruppi che gestiscono circa 200 annunci cittadini e altri tre che ne hanno oltre 100, per non parlare di chi ne raggruppa comunque decine. Il nuovo regolamento del Comune di Firenze, il primo in Italia, pare aver messo un po’ ordine.

Dal primo gennaio a ieri, 18 settembre, la Direzione attività economiche e turismo di Palazzo Vecchio ha ricevuto 983 richieste di autorizzazione per fare affitto breve, ma se guardiamo nel dettaglio quasi la metà, 393, sono arrivate in un mese: tra l’annuncio dei nuovi limiti nella prima cintura fuori dal centro, il 26 maggio, e l’entrata in vigore del nuovo regolamento, il 21 giugno.

E secondo l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate anche quello delle compravendite, dinamica in cui incide pure il continuo rialzo dei mutui.

Dalle 983 richieste arrivate da inizio 2026 sono nate 639 autorizzazioni, di cui 41 per immobili già in funzione in area Unesco che hanno voluto avvantaggiarsi rispetto alla scadenza, senza attendere la fine della moratoria triennale di cui beneficiavano.

La maggior parte sono aperte a ridosso del centro.

La corsa alla registrazione di giugno – si apprende sempre dai dati degli uffici comunali – ha riguardato soprattutto il Quartiere 1, ovviamente nelle zone fuori dall’area Unesco come San Jacopino. A seguire Quartiere 5 e Quartiere 2.

Dalla mole di lavoro elaborata dagli uffici emerge così un dato nuovo, e cioè che su 639 licenze rilasciate, 166 erano arrivate da non residenti nel Comune. Ma non solo.

Il 12,8 per cento delle richieste ha ricevuto un diniego.