Secondo ambienti investigativi, la manifestazione di sabato a Firenze potrebbe essere stata soltanto la prima di una lunga serie di giornate di tensione. Ed è anche per questo che l’attenzione resta alta in vista dei prossimi fine settimana.
Intanto, la città può tirare un sospiro di sollievo, dopo che la situazione è degenerata nel tardo pomeriggio di ieri, quando alcuni incappucciati hanno tentato di sfondare il cordone dei caschi blu.
Ma riavvolgiamo il nastro a una giornata blindatissima, con i negozi a saracinesche abbassate, le vetrine coperte da pannelli di truciolato e le attività che, per l’occasione, hanno rafforzato la vigilanza.
Il corteo, inizialmente pacifico, è nato come protesta contro il governo e il caro vita. Chiari i messaggi sui cartelli esposti in piazza Santa Maria Novella: «Se non ci date un futuro, ce lo prendiamo noi». E poi il sostegno agli agricoltori e agli autotrasportatori.
In piazza studenti, giovani, famiglie e cittadini. Dopo una trattativa con le forze dell’ordine, la manifestazione ha attraversato il centro fino a piazza Santo Spirito. A quel punto, una parte dei partecipanti ha deciso di proseguire verso il cuore della città.
E, via via, la manifestazione ha cambiato volto. Chi era sceso in piazza per protestare si è defilato. Sono rimasti i gruppi più duri, gli stessi che sul ponte Santa Trinita hanno cercato di sfondare il cordone di polizia, tentando ripetutamente di forzare il passaggio.
Da una parte, gli agenti in assetto antisommossa. Dall’altra, i manifestanti che cercavano di raggiungere via Tornabuoni, la strada delle boutique di lusso. Il passaggio è rimasto sbarrato. Sono volati petardi e oggetti, mentre gli agenti hanno risposto con cariche e manganellate.
Per ore il confronto è rimasto bloccato sul ponte. Il corteo si è sciolto soltanto in tarda serata, dopo essersi spostato a Santa Maria Novella, dove i manifestanti hanno occupato i binari della tramvia.
Il bilancio è di una persona denunciata, quattordici accompagnate in questura e altre quattordici identificate. Ora gli investigatori guardano alle prossime manifestazioni.
Il commento della sindaca Sara Funaro
“Ringrazio il prefetto, il questore, le forze dell’ordine, la Polizia locale e tutte le istituzioni che hanno lavorato per gestire la giornata di ieri”. Così la sindaca Sara Funaro dopo la manifestazione.
“Un ringraziamento particolare va anche alla città: ai cittadini, ai lavoratori e ai commercianti che, con collaborazione e senso di responsabilità, hanno contribuito ad affrontare una situazione complessa. La maggior parte dei manifestanti ha espresso pacificamente le proprie idee, esercitando un diritto fondamentale della nostra democrazia: la libertà di manifestare.
Purtroppo, alcuni violenti hanno creato momenti di tensione, mettendo a rischio la sicurezza degli agenti e la tranquillità della città. Sono comportamenti inaccettabili, che condanniamo con fermezza. A tutti gli agenti impegnati sul campo va il mio ringraziamento per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati anche nei momenti più difficili.
Ma le azioni di pochi non possono e non devono oscurare le ragioni di chi ha scelto di manifestare pacificamente. Sono ragioni che meritano attenzione e che continueremo ad ascoltare, perché il dialogo e il confronto sono fondamentali per la nostra democrazia. Anche in questa occasione Firenze ha dimostrato di saper affrontare una situazione complessa grazie al lavoro congiunto delle istituzioni e al senso civico della sua comunità.
La nostra città continuerà a garantire il diritto di manifestare e di esprimere il dissenso, senza mai rinunciare alla tutela delle persone e della sicurezza. Perché Firenze è e deve continuare a essere una città in cui il dialogo, il rispetto e la convivenza civile restano valori irrinunciabili”.