Accordo in Regione con Amom, l’azienda aretina che produce minuteria, per il ritiro della procedura di licenziamento collettivo.
La brutta sorpresa di fine anno
La multinazionale svizzera che guida l’azienda di Badia al Pino, a fine Dicembre, aveva formalizzato l’annuncio di avvio di procedura di licenziamento collettivo destinata a lasciare a casa tutti i 70 dipendenti in vista della chiusura del sito: l’annuncio della fine del rapporto di lavoro era avvenuto in videoconferenza, il 30 dicembre.
La protesta
Per tutto il pomeriggio di ieri, mercoledì 14 gennaio, gli operai hanno manifestato davanti alla presidenza della Regione, sede dell’incontro convocato da Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani. In serata, il lieto fine della vicenda.
Il ruolo del sindaco di Civitella
Presenti alla firma del verbale, oltre ai vertici dell’azienda, i sindacati Fiom Cgil (la foto di copertina è tratta dal loro profilo Facebook) e Uilm,, il sindaco di Civitella in Valdichiana, Andrea Tavarnesi e, in rappresentanza della Regione, il consigliere per le crisi aziendali Valerio Fabiani.
La reindustralizzazione
“Con questo atto – ha commentato Fabiani – si mette il tavolo in condizioni di riaprire un confronto serrato e costruttivo per trovare una soluzione definitiva alla crisi che ha investito i settanta dipendenti dello stabilimento Amom di Badia al Pino. Fra i punti importanti che abbiamo condiviso, oltre al ritiro dei licenziamenti, un processo di reindustrializzazione; la Regione mette in campo un accordo di progetto per le politiche del lavoro e la formazione: adesso dobbiamo vincere la sfida”.