Corteo pro Palestina a Firenze: partenza da piazza Poggi
Manifestanti in strada per chiedere la fine della guerra a Gaza

In piazza per chiedere la fine della guerra a Gaza.
Sabato 29 marzo alle 14.30, partirà da Piazza Poggi a Firenze una grande manifestazione che salirà fino al Piazzale Michelangelo, per chiedere con forza "la fine della guerra nella Striscia e la fine dell’occupazione, il rispetto del diritto internazionale e l’immediata apertura di un percorso politico di pace giusta per il popolo palestinese".
A promuoverla sono Arci, Anpi, Cgil, Cospe, Amnesty International, Emergency, Oxfam, Legambiente. Numerose le adesioni in arrivo da organizzazioni della società civile, movimenti studenteschi, collettivi e realtà impegnate per la giustizia e la pace.
La mobilitazione, è stato spiegato dagli organizzatori, "arriva in risposta alla drammatica escalation militare decisa martedì 18 marzo dal governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, che ha interrotto la fragile tregua firmata il 19 gennaio scorso, riprendendo scientemente i bombardamenti su Gaza e causando centinaia di vittime civili.
Una decisione che ha messo a rischio la vita di migliaia di innocenti, inclusi gli ostaggi israeliani ancora detenuti, per mere logiche di sopravvivenza politica, compiendo l’ennesimo crimine di guerra".
I promotori, attraverso questo corteo cittadino, chiedono all’Unione Europea di "smarcarsi dalla linea statunitense e farsi promotrice del rispetto del diritto internazionale, della giustizia e della pace".
Altresì, viene richiesto al Comune di Firenze, alla Regione Toscana e al Governo italiano di attivarsi con tutti gli strumenti politici e diplomatici "per fermare l’occupazione israeliana di Gaza e della Cisgiordania; per l’applicazione delle risoluzioni Onu e delle sentenze dei tribunali internazionali; per difendere il diritto internazionale in ogni contesto; per aprire corridoi umanitari e fornire aiuti immediati alla popolazione palestinese; per garantire al popolo palestinese il diritto all’autodeterminazione politica; per favorire l’apertura di un vero tavolo negoziale tra rappresentanti palestinesi e israeliani su basi di pari dignità e diritti".