Dazi Usa, la preoccupazione del mondo del vino in Toscana
Il Consorzio del Chianti Classico confida nella diplomazie. Frescobaldi non drammatizza

“Siamo certamente preoccupati delle ripercussioni che il 20% di dazi potrà avere sui nostri vini e adesso confidiamo nella diplomazia italiana ed europea affinché questa scelta dell’amministrazione Trump sia rivista quanto prima”.
Lo dice Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, all’indomani dell’annuncio di Donald Trump relativo all’introduzione dei dazi al 20% sui prodotti UE, vino compreso.
La fiducia nei consumatori americani
“Adesso – riflette – noi produttori dovremo lavorare per condividere questo gravoso impegno economico con il trade statunitense che riteniamo sia altrettanto colpito da questa imposizione tariffaria. Siamo convinti– conclude Manetti – che il consumatore americano che da sempre ama e consuma Chianti Classico resterà fedele ai vini di qualità, al Gallo Nero, al nostro territorio che si rispecchia in ogni nostra bottiglia”.
La speranza dei Frescobaldi
Meno pessimismo in casa Frescobaldi: il management dell'omonima casa vinicola evidenzia come e dazi sono del 20 per cento e sono uguali per tutta l’Europa, non differenziati per Paesi.
"Evitiamo di rispondere con ostilità, stiamo calmi: loro hanno bisogno di noi e viceversa, basta pensare a quanti statunitensi ogni giorno si trovano a Firenze" ha fatto sapere il presidente che ha analizzato come a suo avviso sarà una partita a scacchi, con il primo round già al Vinitaly. "Ma non credo - ha concluso - che la vicenda dei dazi possa durare a lungo".