Bilanci a rischio

Maltempo, Comuni del Mugello: “Chiediamo che venga diramata l'emergenza nazionale"

“Abbiamo già stanziato fondi, ma non sono sufficienti”

Maltempo, Comuni del Mugello: “Chiediamo che venga diramata l'emergenza nazionale"
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Serve lo stato di emergenza nazionale.

Questa la richiesta unanime che arriva dai sindaci del Mugello al termine dell'incontro di questa mattina nella sede della presidenza della Toscana, dove è stato fatto il punto sui danni provocati dal maltempo il 14 e 15 marzo.

"Se non arriva in tempi rapidi l'emergenza nazionale, sicuramente i Comuni che avranno la capacità di poter coprire le somme urgenze, lo potranno fare sottraendole da altri impegni già presi. Chi non le ha, si va sul rischio dei debiti fuori bilancio, ma così si metterebbe in crisi il sistema delle amministrazioni pubbliche", spiega Federico Ignesti, primo cittadino di Scarperia e San Piero (Firenze).

Il Comune ha stanziato 700mila euro per le somme urgenze, "ma le tematiche vere sono le 40 frane, il sistema idraulico compromesso, tutto ciò che riguarda la viabilità pubblica e comunale".

A Marradi, alla quinta emergenza nazionale in poco tempo, "la fotografia è molto peggio rispetto a maggio 2023", afferma il sindaco Tommaso Triberti, "per la la fragilità di un territorio che aveva già mostrato le sue crepe e che ora è sicuramente peggiorato".

Nel comune alto mugellano ancora tre le frazioni isolate, in una delle quali l'amministrazione sta portando viveri e medicinali con la protezione civile. "Stiamo intervenendo con delle somme urgenze, che stanno esponendo il nostro bilancio a fortissime criticità".

Stanziati per ora 2,5 milioni, "ma probabilmente cresceremo nei prossimi giorni. Però la priorità ora è mettere in sicurezza le persone e e liberarle, quindi cercheremo di fare tutto il possibile".

A Campi, dice ancora il sindaco Francesco Tagliaferri, "abbiamo avuto più di 30 aziende sott'acqua con oltre un metro che è entrato all'interno e ha fatto smettere di funzionare tantissimi macchinari da qualche centinaio di milioni di euro ciascuno.

L'altro versante, quello dell'Appennino, sta letteralmente franando, ne abbiamo contate oltre 40. Siamo riusciti a liberarne diverse, ma ne sono rimaste alcune che hanno un costo di gestione di diverse migliaia di euro. Quindi in questo momento la dichiarazione di stato di emergenza nazionale è fondamentale".

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