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Ascensori non funzionanti e crepe nei muri
Prato, il "Palazzo di Giustizia non è sicuro": il procuratore scrive al sindaco
Affisso un cartello all'entrata del Tribunale: "Chi accede si assumi il rischio"

Infiltrazioni d’acqua, ascensori che non funzionano, crepe nei muri della struttura, bagno fuori uso, addirittura topi nel controsoffitto. E ancora, distacco delle doghe metalliche del controsoffitto e griglie per la raccolta dell’acqua piovana ostruite da rifiuti.
La situazione del Palazzo di Giustizia di Prato è sicuramente complicati: dopo i ripetuti appelli dei mesi scorsi, il procuratore Luca Tescaroli e la presidente del tribunale Lucia Schiaretti hanno scritto una lettera alla sindaca della città Ilaria Bugetti, al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Provveditore delle opere pubbliche affinché intervengano: "Non è a norma. O si interviene subito con i lavori necessari o è necessario chiuderlo e cercare un’altra sede", il senso della missiva.E ieri, giovedì 3 aprile, era stato anche affisso un eloquente cartello all’ingresso: “Si avvisa l’utenza che il Palazzo di Giustizia non è sicuro sotto vari profili e chi vi accede si assume conseguentemente tutti i rischi”, la scritta vergata sul foglio. Un avvertimento che peraltro non ha impressionato particolarmente i frequentatori del Palazzo di Giustizia, ormai abituati a fare i conti con le condizioni difficili del tribunale che certo non consente di lavorare al meglio.
Nelle scorse settimane, dopo la forte ondata di maltempo che ha colpito la Toscana settentrionale a metà marzo, l’acqua era arrivata ad un’altezza di quattro centimetri: i sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e dei tecnici dell’Asl hanno evidenziato diverse situazioni di criticità che hanno comportato la chiusura degli ambienti più a rischio e la programmazione di interventi di restauro.