Il dramma dell'omofobia

Madre e figli uccisi dal padre, l’analisi degli psicologi

L'ordine toscano: "Le discriminazioni hanno conseguenze profonde sulla qualità della vita, sulla salute mentale e sulle relazioni"

Madre e figli uccisi dal padre, l’analisi degli psicologi

“Siamo profondamente colpiti e addolorati davanti a una vicenda così drammatica. Non possiamo però limitarci ad intervenire quando le tragedie sono già avvenute: la prevenzione passa dalla costruzione di una cultura capace di riconoscere il valore delle differenze, educare al rispetto e creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa”. A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine, intervenendo dopo la tragica vicenda di Camaiore, dove un giovane di 24 anni e la madre sono stati uccisi dal padre all’interno dell’abitazione familiare. Una vicenda che ha riportato l’attenzione sui difficili rapporti familiari emersi e sulle parole affidate dal ragazzo ai social negli anni precedenti, nelle quali raccontava la sofferenza legata al mancato riconoscimento della propria identità sessuale.

“Come professionisti della salute psicologica – sottolinea Gulino – sappiamo quanto il benessere delle persone sia profondamente legato alla possibilità di vivere la propria identità in un ambiente accogliente, sicuro e rispettoso. La negazione di sé, il sentirsi rifiutati o giudicati, l’esperienza della discriminazione possono avere conseguenze profonde sulla qualità della vita, sulla salute mentale e sulle relazioni”.

“Al dolore per due vite spezzate – prosegue la presidente – si aggiunge quindi la necessità di interrogarsi sul contesto culturale e sociale in cui ancora oggi possono maturare stigma, rifiuto e discriminazione nei confronti dell’identità e dell’orientamento sessuale delle persone. Proprio da poco, in occasione del Toscana Pride, l’Ordine ha scelto di esserci per promuovere il contributo della psicologia in uno spazio di confronto, visibilità e affermazione dei diritti”.

“Benessere psicologico e tutela dei diritti sono dimensioni profondamente connesse – conclude Gulino -. Discriminazioni, stigma e isolamento non sono elementi esterni alla salute delle persone: possono diventare fattori di stress, sofferenza e vulnerabilità. Per questo è necessario continuare a lavorare per una società in cui inclusione, rispetto e ascolto siano principi concreti e quotidiani”.