Due giovani ventenni, uno italiano e l'altro straniero, si sono avvicinati alla statua di Thomas J Price, Time Unfolding, installata in piazza della Signoria a Firenze. Con sé avevano alcune banane e un rotolo di nastro adesivo. Il loro obiettivo? Attaccarle all'opera, un colosso di bronzo alto quattro metri raffigurante una giovane donna nera, con lo smartphone in mano e le spalle rivolte a Palazzo Vecchio.
L'azione non è passata inosservata. Un agente della polizia municipale li ha colti sul fatto, fermandoli e identificandoli. Per entrambi è scattata una multa da 160 euro per violazione del regolamento di polizia urbana.
Un gesto inqualificabile, possibile atto razzista
L’episodio ha suscitato immediata indignazione. L’assessore comunale alla Cultura, Giovanni Bettarini, ha condannato fermamente l’accaduto:
"Un atto inqualificabile. La sola ipotesi che sia stato un gesto di razzismo lo rende ancora più grave. È stato prontamente sanzionato dalla Polizia municipale".
Anche Sergio Risaliti, curatore del progetto Thomas J Price in Florence, ha espresso preoccupazione:
"Non è arte, non è performance, non è attivismo. Non si pensi di ridurla a una ragazzata: è un gesto osceno e violento che si chiama razzismo, frutto di un'ignoranza bestiale".
La mostra "Thomas J Price in Florence" dialoga anche con i luoghi chiave del centro storico fiorentino, tra cui a Palazzo Vecchio, fino al prossimo 11 giugno
Un’opera che fa riflettere
La statua Time Unfolding è parte di un progetto artistico che ha portato le opere di Thomas J Price anche al Museo Novecento e nelle sale di Palazzo Vecchio. La figura femminile nera protagonista dell’installazione è stata scelta per stimolare una riflessione sulla rappresentazione e la percezione sociale delle donne nere negli spazi pubblici.
"L’ideale della bellezza classica è un modello, ma anche una gabbia", aveva spiegato lo stesso Price.
L'azione dei due influencer, che ha evocato simboli e riferimenti di chiaro significato discriminatorio, non ha causato danni alla statua, ma ha riacceso il dibattito su quanto sia ancora necessario combattere il razzismo in tutte le sue forme.
"Prenderla alla leggera sarebbe una grave colpa", ha concluso Risaliti.