Nave incagliata all'Elba, stabilizzata con palloni galleggianti
Sono stati posizionati palloni galleggianti per stabilizzare la nave. Oggi si dovrebbero concludere le operazioni di svuotamento dei serbatoi di carburante

Le attività per la messa in sicurezza della nave oceanografica Fugro Mercator, finita sugli scogli di Enfola nella notte di sabato 22 marzo 2025, continuano senza sosta. La priorità è la rimozione del carburante e la stabilizzazione dello scafo per evitare ulteriori danni e minimizzare i rischi ambientali.
Le operazioni hanno visto all’opera squadre di subacquei, un rimorchiatore e un pontone galleggiante.
La prima fase dell’intervento è stata dedicata allo svuotamento dei serbatoi di carburante, operazione che si concluderà oggi, mercoledì 26 marzo. Parallelamente, sono stati posizionati palloni galleggianti per stabilizzare la nave e contrastare gli effetti delle condizioni meteo-marine che ne rendono più complesso il recupero.
Nel corso della giornata ieri, martedì 25 marzo 2025, si è svolto un vertice operativo, coordinato dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio, con la partecipazione dei rappresentanti della società armatrice, della Corporazione Piloti di Portoferraio e del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli dell’Elba.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di pianificare le fasi successive dell’intervento, garantendo la sicurezza delle operazioni e del traffico marittimo.
A tal proposito, è in fase di emanazione un’ordinanza per regolamentare la navigazione nella zona, limitando l’accesso all’area in cui si trova il relitto. La misura si rende necessaria per evitare interferenze con le operazioni di recupero e assicurare che il traffico marittimo ordinario possa proseguire senza rischi.
L’incidente della Fugro Mercator ha destato preoccupazione tra gli operatori del settore e la comunità locale, sollevando interrogativi sulla dinamica dell’incaglio e sulle condizioni della nave prima dell’impatto.
Gli esperti sono al lavoro per comprendere le cause e stabilire eventuali responsabilità, mentre l’attenzione resta concentrata sulle operazioni di recupero, che nei prossimi giorni entreranno nelle fasi più delicate.
La speranza è che la rimozione della nave possa avvenire senza danni ambientali e nel minor tempo possibile, ripristinando la sicurezza della zona e tutelando l’ecosistema marino dell’Elba.