Pericolo scampato

Nave oceanografica incagliata all’Isola d’Elba: equipaggio tratto in salvo

L’incidente potrebbe essere stato causato da un avvicinamento eccessivo alla costa nel tentativo di trovare riparo dal maltempo

Nave oceanografica incagliata all’Isola d’Elba: equipaggio tratto in salvo
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Sabato 22 marzo, la nave oceanografica Fugro Mercator, lunga 42 metri e battente bandiera delle Bahamas, si è incagliata sulla scogliera del promontorio dell’Enfola, nei pressi di Portoferraio, all’Isola d’Elba.

L’imbarcazione, impegnata in operazioni di monitoraggio dei fondali marini, ha subito gravi danni che hanno portato a un blackout totale a bordo. La Guardia Costiera è intervenuta tempestivamente, mettendo in salvo gli undici membri dell’equipaggio.

L’incidente e le prime ipotesi sulle cause

Secondo una prima ricostruzione fornita dalla Capitaneria di Porto, l’incidente potrebbe essere stato causato da un avvicinamento eccessivo alla costa nel tentativo di trovare riparo dal maltempo.

Tuttavia, non si esclude che la nave possa aver avuto problemi tecnici ai sistemi di propulsione, che l’avrebbero resa ingovernabile. L’impatto con il basso fondale ha provocato un’infiltrazione d’acqua nello scafo, inizialmente contenuta dall’equipaggio, ma che successivamente ha compromesso i motori, causando il blackout degli apparati di bordo.

Operazioni di soccorso e condizioni dell’equipaggio

Il salvataggio dell’equipaggio, composto da tecnici e personale scientifico di diverse nazionalità, è stato coordinato dalla Direzione Marittima di Livorno. La motovedetta CP 805 della Capitaneria di Porto di Portoferraio ha effettuato il trasbordo in condizioni difficili, a causa della vicinanza agli scogli e della forte risacca presente nella zona. Fortunatamente, tutti i membri dell’equipaggio sono stati recuperati sani e salvi.

Nessun rischio ambientale al momento

Nonostante l’incidente, dai monitoraggi effettuati con mezzi aeronavali della Guardia Costiera non risultano sversamenti di carburante o altre forme di inquinamento marino. Tuttavia, la società armatrice è stata diffidata alla rimozione della nave per scongiurare rischi ambientali futuri.

Piano di recupero della nave

Oggi, domenica 23 marzo 2025, si è tenuto un incontro operativo presso la Capitaneria di Porto di Portoferraio per definire le operazioni di recupero. Una società specializzata sta conducendo ispezioni subacquee per valutare i danni e predisporre un piano di rimozione dell’unità.

Le autorità stanno monitorando attentamente la situazione per garantire che l’operazione avvenga in sicurezza e senza danni all’ecosistema marino.

L’incidente ha acceso i riflettori sulla necessità di procedure più rigorose per la navigazione in condizioni meteorologiche avverse e su una maggiore attenzione alla sicurezza nelle operazioni di ricerca oceanografica.

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