Due distinti filoni d'inchiesta

Prato, incontri con imprenditori e gite con l'auto di servizi: due carabinieri nei guai

Peculato, truffa aggravata, falso ideologico e rivelazione di segreto d’ufficio le accuse ai militari. Indagato anche un avvocato

Prato, incontri con imprenditori e gite con l'auto di servizi: due carabinieri nei guai
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Peculato, truffa aggravata, falso ideologico e rivelazione di segreto d’ufficio. Sono le ipotesi di reato contenute in due fascicoli d’indagine che riguardano tre carabinieri (uno non più in servizio) e un avvocato pratese e che creano un comprensibile imbarazzo nell’Arma.

Tra chiusura indagini e nuovi accertamenti

I particolari sono contenuti in comunicato a firma del procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli (nella foto di copertina).  In cui si spiega che per uno dei due fascicoli è stato notificato l’avviso di chiusura indagini, mentre nell’altro le indagini sono in corso, trattandosi di fatti molto più recenti.

Le contestazioni al comandante Turini

Il primo fascicolo riguarda il tenente colonnello Sergio Turini, già comandante della Compagnia di Poggibonsi (Siena) e ora in congedo, che ha già patteggiato una condanna per i favori all’amico imprenditore Riccardo Matteini Bresci e all’investigatore privato torinese Roberto Moretti.

Nei suoi confronti, si legge, è emerso "l’utilizzo di automezzi per esigenze dei propri familiari, per incontrare imprenditori cinesi fuori dalle esigenze di servizio, raccogliere regalie da parte di titolari di aziende vinicole, nonché la predisposizione di atti falsi per giustificare indebiti allontanamenti dalla sede di lavoro per esigenze private, con l’impiego di automezzi di servizio".

Un altro sottufficiale dell'arma nei guai

Nella stessa indagine c'è anche un luogotenente dei carabinieri che è sospettato di aver predisposto atti falsi per far risultare la sua partecipazione alle riunioni dell’organo di rappresentanza sindacale Co.Bar., quando invece non sarebbe stato presente, in almeno undici occasioni.

Per questo è indagato con l’ipotesi di truffa ai danni dell’Arma  - consistita nell’indebita percezione dello stipendio e dei rimborsi sulle spese di viaggio - facendo risultare la sua partecipazione alle riunioni dell’organo di rappresentanza sindacale Co.Bar., quando invece non sarebbe stato presente, in almeno undici occasioni.

Il secondo filone d'inchiesta

In un secondo fascicolo risultano infine indagati un altro luogotenente dei carabinieri in servizio al Comando provinciale di Prato e un avvocato del foro di Prato. Il sottufficiale è sospettato di aver rivelato al legale atti coperti da segreto in relazione al tentato omicidio avvenuto lo scorso 26 gennaio all’interno della stamperia cinese Arte Stampa di via Pistoiese, poi sequestrata dalla Procura nell’ambito di un’indagine sullo sfruttamento dei lavoratori.

In particolare, l’avvocato avrebbe istigato il luogotenente dei carabinieri a rivelargli a che punto erano le indagini sull’accoltellamento.

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