Il ventenne marocchino che ha seminato il panico negli ultimi mesi a Prato è stato messo al sicuro in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), le strutture eredi dei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari. Il provvedimento è stato firmato oggi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato su richiesta della Procura, guidata da Luca Tescaroli (nella foto di copertina).
La fuga dall’ospedale
Il giovane – regolare in Italia e residente a Prato da diversi anni, dove vive anche il fratello minorenne in una casa d’accoglienza – era stato ricoverato il 7 dicembre in psichiatria; era scappato, poi rintracciato in serata nella casa della connazionale che lo aveva ospitato nell’ultimo anno e mezzo.
Cinque violente aggressioni
Il ventenne è accusato di una lunga serie di violente aggressioni, tutte compiute a Prato negli ultimi mesi. L’elenco è lungo. Si comincia dal primo settembre scorso, quando colpì una ragazza. Le ultime due aggressioni a dicembre: si tratta di una donna spinta a terra (la malcapitata ha poi riportato una frattura) e infine di una donna colpita al volto con il coccio di una bottiglia in piazza delle Carceri.