Richieste nuove perizie

Firenze, omicidio al Mandela Forum: slittata la sentenza d’appello

In primo grado i due imputati erano stati condannati a 6 anni e 8 mesi e 7 anni 8 mesi per la morte di Antonio Morra

Firenze, omicidio al Mandela Forum: slittata la sentenza d’appello

In primo grado, nel luglio 2025, il giudice aveva emesso condanne per omicidio preterintenzionale rispettivamente a 6 anni e 8 mesi e 7 anni 8 mesi nei confronti degli imputati: la sentenza d’appello prevista per mercoledì, invece è slittata.

Le perizie

Tempi lunghi dunque al processo per la morte di Antonio Morra, l’uomo aggredito e ucciso fuori dal Mandela Forum di Firenze l’11 aprile 2024 dopo un concerto dei Subsonica.
In particolare, la Corte ha chiesto nuovi chiarimenti sulla perizia. I giudici hanno accolto la richiesta dei difensori di uno dei due facchini accusati di averlo massacrato a pugni alla fine dello show della band torinese. Segnatamente, degli avvocati di Senad Ibrahimi, il primo a colpire Morra mentre lui, circondato da otto persone, minacciava i facchini con un coltello

I fatti

L’ipotesi è che i pugni di sono uno dei due imputati siano stati fatali a Morra ma le prime perizie non avevano sciolto questi dubi. Resta poi da capire anche l’esatta dinamica sui fatti di quella sera al Palazzetto dello Sport fiorentino. Morra stava uscendo con la moglie dal concerto quando sarebbe stato colpito mortalmente durante una lite con alcuni dipendenti dell’impresa addetta allo smontaggio del palco.

Le provvisionali in primo grado

Uno di questi, Ibrahimi, di origine kosovara ora 50enne, venne arrestato poco dopo il fatto con l’accusa di omicidio preterintenzionale per aver, secondo la perizia della Procura, sferrato il pugno mortale; dopo alcuni mesi fu arrestato un secondo uomo, il 29enne fiorentino Christian Corvo con l’accusa di lesioni. Anche lui venne condannato dalla prima sentenza che stabil ai danni dei due anche il versamento di provvisionale per un totale di 225 mila euro in favore della moglie, dei figli minorenni e dei genitori della vittima.