Lidia aveva un desiderio: offrire una cena a tutti gli ospiti del Centro Luca Misuri, il luogo che l’ha accolta nell’ultimo anno della sua vita.
Per questo, nei suoi ultimi giorni, ha deciso di lasciare una parte dei suoi risparmi alla struttura di accoglienza gestita dalla cooperativa il Girasole, dove vivono famiglie in difficoltà, padri soli, madri sole, persone senza fissa dimora, migranti, rifugiati politici.
Negli anni Sessanta, Lidia era una donna immersa nell’arte e nella cultura. Frequentava gli ambienti artistici, parlava di pittura con la competenza di chi ne conosceva i segreti e, per un periodo, aveva espresso il suo talento sul palco del Teatro Stabile di Torino e sui set cinematografici. Chi l’ha conosciuta ricorda la sua voce ferma, la sua passione per l’arte. Finita quella stagione, Lidia aveva saputo reinventarsi, fondando un’ agenzia immobiliare. Per decenni ha venduto case, aiutando le persone a trovare sicurezza, stabilità e futuro.
Poi, la vita ha cambiato direzione. Le difficoltà economiche si sono intrecciate a vicende familiari complesse e a una solitudine sempre più profonda. Nel giro di qualche anno, Lidia si è ritrovata senza la sua agenzia e senza un luogo da poter chiamare casa.
Quando nel 2024 è arrivata in via Slataper 6, al Centro Luca Misuri, Lidia aveva 79 anni. Il corpo cominciava a essere stanco, ma lo sguardo restava fiero. Non cercava assistenza, ma un luogo in cui sentirsi ancora se stessa. E in quella comunità, accanto a mamme, papà soli e persone con passati complessi, ha trovato una nuova famiglia.
“Per se stessa Lidia ha chiesto, fino all’ultimo, la libertà: “Voglio rimanere qui” diceva, rifiutando l’idea di una Rsa. E gli operatori le sono stati vicini, accompagnandola con delicatezza nel suo percorso sanitario e rispettando il suo bisogno di autonomia” dice Massimo Giussani Sarcone, direttore del Centro Luca Misuri.
Qui ha festeggiato i suoi 80 anni e qui l’estate scorsa ha partecipato alla festa per i 10 anni del centro.
“Guardava gli ospiti chiacchierare e divertirsi. In quella serenità semplice e condivisa, ha ritrovato qualcosa di familiare. È stato in ricordo di questo che ha deciso il suo ultimo gesto prima di morire: destinare una parte dei suoi risparmi per offrire una cena a tutta la struttura oltre a donare al Centro tutte le sue bellissime fotografie” racconta Giussani Sarcone.
L’iniziativa si terrà il prossimo 1 luglio: ci sarà uno spazio per i bambini, musica per gli adulti e la cena per tutti offerta da Lidia.
“Non sarà un evento formale, ma l’invito a cena di Lidia. Un modo per stare insieme, per ringraziare e per ricordare che ogni storia merita di essere ascoltata e rispettata” conclude il direttore.
Il Centro che si trova in via Slataper dallo scorso anno è intitolato a Luca Misuri, in omaggio dell’homeless fiorentino morto nel 2024, un volto conosciuto in città, che ha vissuto nel Centro gli ultimi cinque anni della sua vita.
La struttura dal 2015 è un centro di accoglienza flessibile e dinamico, in un immobile nella disponibilità de Il Girasole in convenzione con il Comune di Firenze. Nella struttura ci sono 85 posti. Il Centro viene definito come il luogo delle eccezioni, un luogo che è nato per accogliere le persone in difficoltà che non riescono a trovare spazio in altri centri di accoglienza e ad essere inserite in percorsi predefiniti.