Proseguono le indagini

Omicidio suicidio di Barberino, il disperato tentativo di Lorena: “Fede ti amo, fermati”

Isceri ha inutilmente provato a convincere Federico Vella. La conversazione registrata nella telefonata al 112

Omicidio suicidio di Barberino, il disperato tentativo di Lorena: “Fede ti amo, fermati”

Ha provato a costruire una via d’uscita: una vita insieme che non voleva più, promessa soltanto per restare viva. “Ma cosa fai Federico? Ti amo, ricominciamo insieme, torniamo insieme”.
Sono le 14.11, di giovedì quando il numero di emergenza 112 registra le parole che Lorena Isceri dice al suo ex. Da da otto minuti viaggia rinchiusa nel portabagagli della sua auto. Vella l’ha rapita tendendole un agguato nel garage sotto il suo palazzo in via Panciatichi, l’ha legata e picchiata fino a farle perdere i sensi. Lui si accorge che sta parlando, frena, scende e apre il portellone. Lorena prova a convincerlo a fermarsi promettendogli che gli darà una possibilità.

Il dramma

Ma lui non la ascolta, la guarda, richiude, risale in macchina e accelera.  Il telefono era nello zainetto della vittima, che Vella aveva gettato dentro con lei. Parla a bassa voce. “Dove state andando?”, chiede la centrale. «Non lo so, sono partita da dieci minuti, Credo mi stia portando a casa sua, al Galluzzo», dice fornendo l’indirizzo. Ma non è così. La corsa continua e il bagagliaio si aprirà di nuovo undici minuti dopo, sul viadotto del’autostrada. Vella le strappa il cellulare di mano, la prende di peso e la getterà giù, in un volo senza speranza.

Le tracce

Nella macchina dell’uomo, lasciata sotto casa di lei, la Squadra mobile ha trovato un sacchetto di fascette da elettricista, un martello, forbici e un lungo lenzuolo, oggetti che sarebbero stati comprati la mattina stessa in un noto supermercato della zona di Novoli.  Nel garage seminterrato avrebbe coperto con il nastro adesivo le fotocellule del cancello per impedirne la chiusura e aspettato il rientro della ex compagna. Quando lei è scesa dall’auto l’ha aggredita. Un colpo alla testa, forse l’urto contro il muro: sulle pareti e sul pavimento sono rimaste tracce di sangue. Poi le fascette ai polsi e alle caviglie e il corpo caricato nel bagagliaio.

Le indagini

Nelle perquisizioni sono state sequestrate anche lettere e biglietti scambiati fra i due, ora al vaglio degli investigatori insieme ai telefoni. Tutto fa pensare alla premeditazione dell’omicidio, anche se le indagini, le indagini della squadra mobile di Firenze – diretta da Domenico Balsamo –, coordinate dal pm Antonio Natale, comunque proseguono senza sosta.