Nuovi particolari dalle carte dell’inchiesta coordinata dalla pm Christine Von Borries sul carcere di Sollicciano. Mentre la magistratura indaga sulle responsabilità per le condizioni dell’istituto, la politica con Dmitrij Palagi (SPC) sollecita risposte immediate, accusa le istituzioni di scaricarsi le responsabilità e sollecita un ricorso a misure alternative alla detenzione per alleggerire la pressione sul penitenziario.
Reclami e suicidi
L’inchiesta della Procura di Firenze sul carcere di Sollicciano, come detto, restituisce un quadro allarmante. Tra il 2023 e il 2026 sono stati presentati 446 reclami da parte dei detenuti, mentre nello stesso periodo si sono registrati sette suicidi e 195 tentativi di suicidio. Lo anticipa La Nazione.
Le motivazione del sequestro di 7 sezioni
Nell’ordinanza del gip Alessandro Moneti vengono descritte condizioni di forte degrado, con muffa, infiltrazioni, cimici, topi e gravi carenze strutturali che hanno portato al sequestro preventivo di sette sezioni e al trasferimento di oltre 200 detenuti. Tra le criticità segnalate figurano anche impianti elettrici pericolosi, intonaci che si staccano e perdite d’acqua, oltre alla mancata esecuzione di interventi nonostante le prescrizioni di Asl, vigili del fuoco e magistratura.
La battaglia legale
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha impugnato il sequestro davanti al Tribunale del Riesame, sostenendo che le celle possano essere considerate luoghi di lavoro. L’inchiesta ipotizza violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e punta ad accertare eventuali responsabilità dei vertici dell’amministrazione penitenziaria.
La popolazione carceraria in esubero
Resta inoltre gravissimo il problema del sovraffollamento: a fronte di 366 posti disponibili, i detenuti sono 581, con un tasso di affollamento del 160%. Secondo il giudice almeno 150 detenuti impiegati in attività lavorative operano in ambienti che non garantiscono i requisiti minimi di sicurezza.