I carabinieri dopo una complessa indagine denominata “Articolo 21” sono riusciti a individuare e smantellare una banda accusata di aver compiuto furti all’Isola d’Elba.
Identificati quattro italiani, residenti nel Nord Italia, tutti ritenuti responsabili di una serie di furti in abitazione.
L’indagine è partita dall’ultimo episodio di furto risalente all’estate del 2024: i militari hanno rinvenuto una traccia ematica quasi invisibile accanto a una cassaforte appena forzata.
Il gruppo è sospettato di almeno una decina di colpi commessi nei mesi estivi; i malviventi agivano nelle ore in cui i proprietari erano assenti, spesso impegnati al mare o fuori casa.
I ladri entravano nelle abitazioni forzando porte e finestre, poi aprivano rapidamente le casseforti con smerigliatrici e strumenti da taglio, sottraendo denaro, gioielli e altri oggetti di valore.
Tra i furti anche un colpo ai danni di una società a partecipazione pubblica nel capoluogo.
Circa un anno e mezzo la durata delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno e sviluppate dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei carabinieri di Portoferraio.
Cruciale l’esame delle tracce biologiche da parte del Ris di Roma, che ha permesso di collegare la minima traccia di sangue a membri dello stesso nucleo familiare di una persona già detenuta, ma ammessa al regime di semilibertà nel carcere di Porto Azzurro. Quest’ultimo avrebbe fornito supporto logistico e indicazioni operative ai familiari e a un altro componente del gruppo. La Procura ha disposto così la revoca dei benefici penitenziari dell’uomo, ristabilendone la detenzione in carcere. Tutti e quattro i sospetti, con precedenti per reati contro il patrimonio soprattutto nel Nord Italia, sono stati denunciati in stato di libertà per furto aggravato in abitazione.