In Cassazione

Uccise il figlio di due anni e mezzo mentre era in vacanza a Livorno: confermati 19 anni di reclusione

La capacità di intendere e volere della donna, una parrucchiera cubana che viveva a Torino era “grandemente scemata”

Uccise il figlio di due anni e mezzo mentre era in vacanza a Livorno: confermati 19 anni di reclusione

Per la Procura generale della Cassazione quando uccise il figlio di due anni e mezzo gettandolo dal sesto piano di un grattacielo a Livorno la parrucchiera cubana che all’epoca dei fatti si trovava in vacanza in Toscana non era completamente in sé e la sua capacità di intendere e volere era “grandemente scemata”.

Conferma in Cassazione

Ora gli ermellini hanno reso definitiva la condanna a 19 anni di reclusione con il riconoscimento del vizio parziale di mente: confermata dunque la condanna emessa dalla corte d’appello di Firenze per Damaris Kindelan Ballester. In più dovrà anche scontare tre anni in una Rems e dovrà risarcire i danni al padre e allo zio del piccolo: il bambino viveva con lui stabilmente, ma anche con lo zio e i cuginetti il vincolo affettivo era intenso e trascorreva con loro il Natale e le vacanze.

Ciò, nonostante la difesa avesse chiesto l’annullamento della sentenza e un appello bis per sottoporre a nuova perizia psichiatrica la madre del piccolo Marcus.

Le immagini delle telecamere

I fatti, il 17 agosto di tre anni fa. La donna, separata dal mario era partita da Torino con il figlio. Raccontò che il bambino si era sentito male dopo la caduta da uno scivolo di Tirrenia ma le indagini che ricostuirono l’ultimo giorno del piccolo Marcus lo immortalarono mentre entrava in quel palazzo dopo aver passeggiato mano nella mano con la madre per le strade di Livorno.

Quando la parrucchiera, la mattina seguente, uscì dal palazzo teneva in braccio il figlio esanime. Al processo cambiò versione spiegando che lo aveva sporto da una finestra per fargli prendere aria a causa del caldo ma che il corpicino gli era sciolato dalle braccia.

Le tre perizie psichiatriche

Prima della sentenza d’appello del Tribunale di Firenze che le riconobbe la seminfermità, Damaris era stata sottoposta ad altre tre perizie psichiatriche: una di esse stabili’ che era affetta da un disturbo cosiddetto borderline della personalità.