La polizia di Forte dei Marmi lo individua nel pomeriggio. Si tratta di un 27enne. Si ritiene sia lui il pirata della strada che la notte scorsa ha ucciso Gabriele Martini, 17 anni, e poi è fuggito. E’ accusato di omicidio stradale, con l’aggravante della fuga. L’uomo è già stato sottoposto agli esami tossicologici, che dovranno chiarire se nel momento dello schianto fosse sotto l’effetto di alcool o droga.
Sono le 4 del mattino quando avviene l’incidente sul lungomare di Fiumetto. Lo scooter di Gabriele impatta contro una Range Rover con targa svizzera. L’auto, secondo una prima ricostruzione, stava facendo un’inversione a U.
Con lui c’è un amico di diciotto anni. Lo portano in codice rosso al Cisanello. Poi succede qualcosa che lascia senza parole. Il conducente del suv scende. E scappa. Con lui, gli altri passeggeri. Si dileguano a piedi nel buio, mentre i due ragazzi sono sull’asfalto.
I testimoni li vedono andare via. I soccorritori arrivano con l’elisoccorso, l’automedica, le ambulanze. Per Gabriele non c’è niente da fare. Stamattina la Versilia si sveglia sotto choc. La polizia avvia controlli straordinari. E nel pomeriggio ferma il 27enne. Gli altri occupanti dell’auto sono ancora ricercati, mentre si continua a scandagliare le telecamere della zona che potrebbero essere decisive per risalire alla loro identità.
Tanti i messaggi nelle ultime ore. L’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, parla di “cinismo” per chi ha scelto di fuggire invece di soccorrere. E chiude: “La vita non è un gioco.”
Gabriele aveva diciassette anni. Andava a scuola, d’estate faceva il bagnino. Giocava a basket nel Vela Basket Viareggio. Lo chiamavano tutti Gabbo. La scuola lo ricorda per la sua bontà e allegria. Il bagno dove lavorava scrive: “Un ragazzo gentile e volenteroso.” I compagni di squadra: “Continua a giocare lassù.”
Una vita normalissima. Spezzata su un lungomare alle quattro di notte.