A Grosseto, il dibattito sul futuro delle farmacie comunali si accende. Il capogruppo di “Grosseto Città Aperta”, Carlo De Martis, solleva dubbi e critiche sull’operato dell’amministrazione comunale in merito alla possibile ripubblicizzazione del servizio. La questione sarà al centro del Consiglio comunale del 28 novembre, chiamato a decidere se esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote del socio privato di “Farmacie comunali riunite s.p.a.”.
La decisione del comune e le motivazioni
Il fulcro della questione risiede nella volontà del socio privato, detentore del 49% delle azioni, di cedere la propria quota. Questa situazione offre al Comune di Grosseto, che detiene il 51% delle quote, l’opportunità di rientrare nella piena gestione di un servizio considerato di rilevanza sociale. Tuttavia, secondo De Martis, l’amministrazione comunale avrebbe mostrato una certa reticenza, cercando di minimizzare l’importanza della questione e orientando i consiglieri verso la rinuncia alla ripubblicizzazione. L’assessore competente, Fabrizio Rossi, avrebbe giustificato questa posizione con presunte difficoltà finanziarie dell’operazione.
Analisi economica e prospettive future
De Martis contesta fermamente questa motivazione, sottolineando la solidità economica di “Farmacie comunali riunite s.p.a.”. I dati aziendali, infatti, evidenziano un valore della produzione di oltre quattordici milioni di euro e utili annuali di circa un milione di euro. Questi numeri, secondo De Martis, renderebbero opinabile la tesi della non sostenibilità finanziaria e suggerirebbero, al contrario, l’opportunità di un investimento pubblico vantaggioso per la cittadinanza e per le casse comunali. L’esempio di altre realtà, come Follonica e Reggio Emilia, dove la gestione interamente pubblica delle farmacie permette di equilibrare competitività, risultati economici e garanzia dei servizi, viene portato a sostegno della tesi di De Martis. Egli sottolinea come la ripubblicizzazione consentirebbe di reinvestire gli utili nel welfare locale, finanziando servizi socio-sanitari e calmierando i costi dei farmaci per le famiglie a basso reddito.
Il ruolo della maggioranza e le prospettive
“Grosseto Città Aperta” invita i consiglieri di maggioranza a riconsiderare la posizione espressa dalla Giunta e ad attivare le procedure necessarie per l’esercizio della prelazione. Qualora la maggioranza decidesse di mantenere una gestione mista pubblico/privato, De Martis sottolinea la necessità di un maggiore impegno da parte della componente pubblica, che negli ultimi anni sarebbe stata marginalizzata, anche a causa di presunti ostacoli posti dall’assessorato competente alle iniziative del Consiglio di Amministrazione di “Farmacie comunali riunite s.p.a.”. De Martis critica la mancanza di una strategia strutturata per l’utilizzo degli utili prodotti dalle farmacie comunali a beneficio del welfare territoriale, evidenziando una responsabilità condivisa tra tutte le forze della maggioranza.
Il dibattito sul futuro delle farmacie comunali a Grosseto si preannuncia acceso, con posizioni divergenti sulla gestione del servizio e sul ruolo del Comune. La decisione del Consiglio comunale del 28 novembre sarà cruciale per definire il futuro di un servizio essenziale per la comunità