Asilo in rivolta

Sciopero all’asilo: a Prato entrano solo i primi 50 bambini, scoppia la polemica tra i genitori

La decisione della scuola dell'infanzia di Galciana scatena malcontento per il criterio di accesso stabilito a causa dello sciopero generale.

Sciopero all’asilo: a Prato entrano solo i primi 50 bambini, scoppia la polemica tra i genitori

Prato, la scuola dell’infanzia comunale di Galciana si trova al centro di un acceso dibattito. La causa è lo sciopero generale indetto per venerdì 28 novembre. A seguito di tale evento, la scuola ha comunicato ai genitori che, per garantire parzialmente il servizio educativo, avrebbe potuto accogliere solamente i primi 50 bambini che si sarebbero presentati, seguendo un ordine cronologico di arrivo. Di questi, sette appartengono alla sezione del pre-scuola. Questa decisione ha suscitato un’ondata di polemiche, con i genitori che hanno espresso forte disappunto per il criterio adottato, ritenendolo eccessivamente arbitrario e foriero di potenziali disagi.

Il malcontento dei genitori

La comunicazione del Comune, affissa alla bacheca scolastica, ha innescato una serie di reazioni. “Abbiamo ricevuto comunicazione che il prossimo 28 novembre verranno accolti solo i primi 50 bambini che si presenteranno. Senza che ci fosse fornita alcuna spiegazione ufficiale né riguardo le motivazioni di tale decisione né su chi l’abbia presa”, ha dichiarato un genitore. La mancanza di chiarezza sui motivi e sulle responsabilità della decisione ha alimentato il malcontento. I genitori hanno sottolineato come tale scelta possa ritenersi ingiusta, escludendo alcuni bambini senza una giustificazione valida e paventando problemi di ordine pubblico. Il Comune, interpellato, ha spiegato che la limitazione del numero di bambini accoglibili è stata stabilita in base al rapporto tra il personale scolastico disponibile e il numero di iscritti.

La risposta istituzionale ed il confronto

Il Comune di Prato ha cercato di giustificare la scelta, precisando che il criterio adottato mira a garantire i servizi scolastici, pur rispettando il diritto allo sciopero del personale. L’ente ha sottolineato che, nonostante i limiti evidenti, tale approccio rappresenta la soluzione più equa e meno discriminatoria, considerata la situazione. Un genitore ha espresso rammarico per il modo in cui viene gestito il servizio, definendolo sconcertante e sottolineando come il “chi primo arriva, vince” non sia in linea con il diritto all’istruzione. Confrontando la situazione con altri Comuni, è emerso che questa pratica è diffusa.

Una situazione complessa

La situazione emersa a Prato mette in luce le difficoltà che si presentano durante gli scioperi e le sfide per garantire servizi essenziali come l’istruzione. La polemica sollevata dai genitori evidenzia la necessità di trovare soluzioni che tutelino sia il diritto allo sciopero sia quello all’istruzione, evitando scelte che possano sembrare discriminatorie o arbitrarie.