A più di una settimana dal ritrovamento del corpo di Lorenzo Paolieri, nulla sembra ancora trovare una posizione definitiva. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia accaduto dentro quella casa di via Ippolito Nievo a Sant’Angelo a Lecore, dove sabato 13 dicembre 2025 il cadavere dell’uomo è stato scoperto chiuso in un baule.
Davanti al magistrato che coordina l’indagine, il fratello Massimo, trentotto anni, ha scelto di non rispondere. Si è presentato accompagnato dal suo avvocato ma non ha voluto chiarire il ruolo che avrebbe avuto nella gestione della casa e della convivenza familiare. Un silenzio che, almeno per ora, non aiuta a sciogliere i nodi di una vicenda che si sta rivelando sempre più complessa.
Gli investigatori stanno lavorando per capire come la famiglia vivesse negli ultimi anni, soprattutto dopo il peggioramento delle condizioni di salute della madre. In quell’abitazione, composta da stanze ordinate e altre sommerse dal disordine, sono stati trovati contanti per decine di migliaia di euro.
Denaro messo da parte nel tempo, frutto di pensioni non riscosse e di una sfiducia totale nei confronti di banche e uffici postali. E’ l’indiscrezione che anticipa il quotidiano La Nazione.
Un accumulo che stride con l’isolamento in cui la famiglia viveva da tempo. Pochissimi contatti con l’esterno, rapporti ridotti al minimo, ma una dotazione tecnologica che racconta una quotidianità chiusa tra quattro mura e allo stesso tempo connessa. Un paradosso che si riflette soprattutto nella figura di Lorenzo, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe scelto volontariamente di allontanarsi dal mondo, fino a scomparire alla vista di tutti.
Resta ancora da capire quando sia avvenuto il decesso, chi sapesse cosa e perché quella salma sia rimasta nascosta così a lungo. Le analisi e gli accertamenti tecnici in corso dovranno dare risposte a una vicenda dai contorni inquietanti, in cui ogni tassello sembra aprire nuovi dubbi anziché chiuderli. Per la morte di Lorenzo, ricordiamo, sono indagati per occultamento di cadavere e omissione di soccorso Massimo Paolieri, la sorella maggiore Beatrice e la mamma, Rita Neri.