Una manifestazione regionale a Massa e la possibile proclamazione di uno sciopero generale in tutta la Toscana. È la linea decisa dalla Cgil Toscana dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato a 37 persone per i fatti avvenuti il 3 ottobre 2025 durante il corteo contro il genocidio in Palestina, svoltosi nei pressi della stazione ferroviaria di Massa Centro.
L’appuntamento è fissato per sabato 24 gennaio, con ritrovo alle ore 10 in piazza IV Novembre, di fronte alla stazione. L’iniziativa è stata annunciata al termine della riunione dell’esecutivo regionale del sindacato.
La decisione della Cgil Toscana
La Cgil Toscana ha stabilito che, qualora dalle indagini si passasse al rinvio a giudizio delle persone coinvolte, verrà valutata la proclamazione di uno sciopero generale regionale. La scelta è motivata dalla volontà di esprimere solidarietà a sindacalisti, esponenti della società civile e giovani destinatari dell’atto della Procura di Massa.
Tra i 37 indagati figurano il segretario organizzativo della Cgil Toscana Paolo Gozzani, il segretario generale della Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, i segretari generali della Fp e della Fiom di Massa Carrara, Alessio Menconi e Umberto Faita.
Le indagini sui fatti del 3 ottobre
L’avviso di conclusione delle indagini riguarda la manifestazione che si svolse il 3 ottobre 2025 in occasione dello sciopero generale contro il genocidio in Palestina. Il corteo si tenne nell’area della stazione di Massa Centro e vide la partecipazione di sindacalisti e cittadini.
Secondo la Cgil Toscana, l’iniziativa giudiziaria rappresenta un passaggio che incide direttamente sul diritto di manifestare e sul dissenso politico e sociale.
“La protesta non sia reato”
“La Cgil Toscana sarà al fianco di tutte le persone coinvolte, a tutela delle libertà costituzionali e del diritto di manifestare pacificamente, pilastro irrinunciabile della democrazia”, afferma il sindacato. “È inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato”.
La Cgil collega quanto avvenuto a un contesto più ampio, segnato da una crescente repressione del dissenso e dalla criminalizzazione delle proteste, sia a livello internazionale sia nazionale. Viene inoltre denunciato l’uso di “due pesi e due misure” nei confronti delle manifestazioni pubbliche, con una diversa valutazione a seconda dei soggetti coinvolti.
Appello alla partecipazione
Per il sindacato, la vicenda non riguarda solo le persone colpite dagli atti giudiziari. “È una battaglia che riguarda ognuno e ognuna di noi. Quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutte e tutti”, sottolinea la Cgil Toscana.
Da qui l’appello rivolto alle forze politiche, alla società civile e alla cittadinanza a partecipare alla manifestazione del 24 gennaio a Massa, indicata come un momento di mobilitazione a difesa del diritto di espressione, di dissenso e di partecipazione alla vita democratica.